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Calcolo combinatorio (pt 3)
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Teoria generale: teoremi vs calcolo combinatorio
Ai microlimiti, molti giocatori effettuano lo stesso tipo di giocata. Miniraisano con set, slowplayano colore nut, non check/raisano in bluff al river, ci mettono su AK, raisano al turn con qualunque punto uguale o migliore a top pair ecc.
In queste situazioni, contare le combinazioni ha meno valore.

 
 
Il valore non-così-ovvio del calcolo combinatorio
Forse a questo punto dell'articolo starete pensando: "Ma come diamine faccio a contare tutte queste combinazioni? Non ho 2 ore di time bank!"
Non è una cosa che inizialmente dovete fare ai tavoli. Fatelo in review, in questo modo vi allenerete ed il conteggio mentre giocate vi verrà molto più semplice.
Una volta fatta pratica, inizieremo ad accorgerci di alcune, preziosissime cose, e diventeremo dei giocatori di gran lunga migliori. Ed esattamente, ciò che accadrà è che il nostro gioco si avvicinerà, inconsapevolmente, alla Teoria Ottimale del Gioco (GTO).
Vero, ci stiamo limitando solamente ad exploitare gli avversari in base alle combinazioni che potrebbero avere, ma in questo modo stiamo imparando a basarci meno sulla nostra mano e di più su quella degli avversari, il che ci rende difficilmente exploitabili.
Ecco un esempio.
Dopo aver passato molto tempo a rivedere le mie mani su poker traker, ho notato che facevo spesso questa mossa: UTG/MP tag rilanciava, io chiamavo con piccola pocket pair in set mining dai blind e foldavo sempre quando non settavo su un board con un A.
Dopo aver "giocato" un po' con le combo, mi sono reso conto che però l'avversario non ha l'A così spesso. Quindi ho iniziato a check/raisare postflop, utilizzando una size che renda la mossa comunque profittevole.
In questo modo, non stavo più giocando in base alla mia mano. Certo, se lo facevo 5-6 volte di fila, l'avversario magari se ne accorgeva ed aggiustava di conseguenza, ma ci sono anche volte in cui lego.
Al turn ed al river le cose si complicano un po' di più. Tanto per fare un esempio, calcolo spesso che, al river, l'avversario ha circa 70 combinazioni che mi battono e 40 che perdono, ma solo 24 monster. Quindi, giocando aggressivamente, si può riuscire a farlo foldare più di quanto dovrebbe.
Un'altra cosa che si può notare "smanettando" con le combo, è che il nostro avversario avrà progetto di colore meno spesso di quanto pensiamo. In genere, se vediamo due carte dello stesso seme per terra siamo portati a pensare che è probabile che oppo abbia un flush draw, ma la verità è che alcune combinazioni possono essere scartate a priori.

 
 
Bilanciamento
Se un avversario ha un range composto da X, Y e Z, non significa che avrà tante volte X quante Y. Su PokerStove possiamo ridurre le possibili combinazioni di una mano che potrebbe avere il nostro avversario, in modo da rendere il nostro risultato ancora più accurato. Quindi, se per esempio nel range del nostro avversario c'è KT, ma non tanto spesso a causa del prosieguo dell'azione, possiamo diminuire le sue combo di questa mano da 12 a, diciamo, 2.

 
 
Avvertenza
Dal NL10 in giù, ovvero quando i nostri avversari difficilmente sono coinvolti in quel processo che prende il nome di "pensare", stiamo molto, molto attenti quando vogliamo effettuare un bluff. A questi livelli, meno ne facciamo, meglio è. Dal NL25 in poi, ci saranno alcuni TAG ai tavoli in grado di pensare. Allora potremo pensare di farne qualcuno in più.

 
 
Tratto dal forum twoplustwo
 
 
Tradotto da Marcellus88
 

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