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Come fanno i giocatori non razionali ad avere successo nel poker - Seconda parte
Clicca qui per la prima parte dell'articolo

Non sono fortemente ferrato in psicologia. Tutte le affermazioni fatte nella precedente parte dell'articolo sono soltanto basate sulla mia osservazione, e non posso affermare con sicurezza che siano del tutto accurate.

Ma sto andando un po' off topic, quindi torniamo al discorso originale. Quali sono le altre caratteristiche che possono rendere un giocatore non-razionale vincente? Vedo che giocano spesso "a sensazione", e non riescono a spiegare in maniera appropriata le loro giocate. Hanno la sensazione che siano in odds in una determinata mano, ma non riescono a calcolarle con esattezza, anche quando i calcoli sono molto semplici. Spesso non hanno una buona gestione del bankroll. Alcuni, addirittura, risultano perdenti ai microlimiti ma riescono a vincere ai limiti più alti. Come è possibile?

Probabilmente, la più grande differenza tra un giocatore di microlimiti ed un giocatore middle/high stakes sia la capacità di lettura delle mani. Ed in questo, i giocatori non-razionali sono estremamente bravi.


La verità dei fatti rimane comunque che molti giocatori non-logici, anche i più intelligenti, falliscono all'inizio della loro carriera, e questo ci riporta alla "fortuna dell'apprendimento" di cui abbiamo parlato nella seconda parte dell'articolo. Durante l'apprendimento, i giocatori con un'intelligenza logica fanno meno affidamento sulla fortuna, e sono in grado di analizzare le situazioni in una maniera talmente accurata da riuscire a rimuovere il risultato immediato dall'equazione; cosa che i giocatori non-razionali, invece, non riescono a fare con lo stesso grado di accuratezza. Raramente leggono libri che spiegano loro che devono giocare tight, calcolare le pot odds, e seguire altre linee guida per fare bene. Queste sono le basi per fare bene, soprattutto ai microlimiti. In parole povere, sto dicendo che questi giocatori hanno bisogno di molta fortuna per riuscire ad internalizzare al meglio questi processi all'inizio della loro carriera. Superare questa fase che sembra assolutamente basilare, per alcuni giocatori non è affatto semplice. I pochi che riusciranno a superare indenni questo loro inizio avranno dalla loro una tendenza naturale nella lettura delle mani, trovandosi meglio ai limiti più alti ed assumendo di essere stati "fortunati" ad apprendere i fondamentali.

A volte rimango stupito di quali giocate incredibili siano capaci i giocatori non-razionali, ma credo che la mia teoria della "fortuna dell'apprendimento" sia in grado si spiegare perché. Questi giocatori hanno spesso delle grosse falle per quanto riguarda i fondamentali, perché non sono stati abbastanza "fortunati" da riuscire ad apprenderli in maniera adeguata. Tuttavia, riescono a sopperire alla grande a questa mancanza grazie alle loro incredibili capacità di lettura delle mani, che permettono a questi giocatori di fare molto bene ai limiti più alti. Ovviamente non è sempre così, ma credo che la stragrande maggioranza dei casi in cui un giocatore non-razionale ha successo dipenda da questi fattori.


I giocatori dotati di intelligenza logica riescono spesso a superare i microlimiti velocemente e senza troppi problemi. Apprendono subito i fondamentali, soprattutto quando li imparano in modi convenzionali (come ad esempio leggere un libro). Dopo aver superato i limiti più bassi, però, si trovano contro un muro che hanno difficoltà a superare. Siete riusciti ad arrivare facilmente al NL50, ma poi avete avuto problemi a superare questi limiti? Se sì, quanto segue si applica a voi - anzi, farei meglio a dire "a noi".

Spesso questi giocatori hanno un grande successo grazie alla loro intelligenza logica, ma non capiscono che la skill più importante ai livelli più alti è quella dell'intelligenza interpersonale - ovvero quella che migliora la capacità di lettura delle mani. Sviluppare analiticamente questa skill richiede duro lavoro e molto tempo. Dopo di che, la parte subconscia della mente sarà in grado di riconoscere gli schemi degli avversari molto più facilmente.
 
Per quanto mi riguarda, ho imparato a giocare partendo dal limit hold'em 6-max. Dopo di che, sono passato ai sit'n'go. In entrambe le tipologie di gioco, la lettura delle mani è meno importante che negli MTT o nel no limit hold'em. E quando sono passato a quest'ultima tipologia di gioco, mi sono trovato in difficoltà: non riuscivo ad avere una buona lettura delle mani.

Il punto di svolta è stato imparare a fidarmi del mio istinto. Quando parlo di istinto, mi riferisco ad un'inclinazione estremamente subconscia, ed è stato molto meglio che avere la capacità di mettere i miei avversari su una mano o su un range e come avrebbero potuto agire nelle street successive con quel range.

Ho scoperto che i giocatori di maggior successo sono coloro che riescono a controllare entrambe queste skill, che sono agli antipodi ma sono entrambe di estrema importanza. I fondamentali sono assolutamente necessari, ed il modo migliore per apprenderli è uno studio analitico, eseguito passo dopo passo. Dopo di che, bisogna migliorare l'abilità di lettura delle mani, ed il miglior modo per riuscirci è fare tanta pratica, distinguendo le "voci" che vengono dalla nostra parte subconscia della mente, e comprendere quali dobbiamo ascoltare e quali dobbiamo ignorare.

Il processo di disapprendimento e ri-apprendimento che abbiamo accennato nella prima parte dell'articolo è fondamentale. Le "voci" che ci dicono quale sia la scelta corretta o meno si sviluppano quando arriviamo alla quarta fase del processo d'apprendimento. Il problema è che, talvolta, impariamo a livello di competenza inconscia qualcosa di sbagliato. Quando riusciamo ad individuare uno di questi errori nel nostro gioco, per disapprenderlo e ri-apprendere la situazione corretta, allora il nostro gioco avrà compiuto un passo in avanti. Quindi, se in testa avete una voce che dice "Chiama, il piatto è troppo grande" ed un'altra che dice "Folda, il tuo avversario sta facendo una value bet col nuts", dovete riuscire a capire quale di queste due voci "inconsce" è la più adatta alla situazione in cui vi trovate.


Quando apprendiamo qualcosa di estremamente complicato come il poker, credo sia di fondamentale importanza conoscere bene il processo di apprendimento, per avere una migliore idea del viaggio intellettuale che stiamo per affrontare. Io ho commesso l'errore di provare ad esternare tutti i miei processi di pensiero, senza riuscire a capire quanto potesse essere forte la parte inconscia della mia mente. C'è un motivo se tanti giocatori che giocano "a sensazione" raggiungono il successo. Loro hanno le abilità interpersonali che gli consentono di comprendere non solo i loro avversari, ma anche il flusso del gioco durante una determinata partita. Queste sono abilità di cui si discute raramente nel poker, perché sono difficili da razionalizzare.
 
Il motivo per cui la parte inconscia della mente è più adatta a questi tipi di ragionamento è a causa delle informazioni pure che vengono processate. Possiamo analizzare la giocata di un nostro avversario analiticamente: "Ok, ha rilanciato preflop, è un giocatore tight, quindi ha una mano decente. Ha puntato al flop, e questa potrebbe essere una normale continuation bet. Al turn ha puntato un importo più piccolo, quindi forse ha una buona mano che ha paura del colore, o magari sta cercando di farsi pagare una monster. È anche possibile che abbia coppia + progetto di colore, o qualche combo draw. Non penso che sia il tipo di giocatore da effettuare una second barrel con leggerezza, ma probabilmente lo sta facendo perché questo board non hitta spesso il mio range." Andare ad analizzare tutte le possibilità è un processo molto lungo, e penso sia difficile tenere in considerazione tutti i fattori coinvolti in maniera attiva nella parte conscia della mente. Ecco perché è meglio tenere questi processi al nostro interno, anziché provare ad esternarli.

In conclusione, credo che la cosa migliore sia bilanciare i ragionamenti analitici ed i processi della parte subconscia della mente. È raro che un giocatore riesca a fare un uso eccelso di entrambe. Generalmente, i giocatori rientrano nell'una o nell'altra categoria. Tuttavia, se volete diventare giocatori più versatili, è fondamentale che riusciate ad utilizzare costantemente entrambe queste tecniche. Bilanciarle non sarà affatto facile, ma dovrebbe essere l'obiettivo che ogni giocatore di poker dovrebbe porsi.

Ti reputi un giocatore razionale o non razionale? Perché? Scrivilo nei commenti qui sotto.

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