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Come fanno i giocatori non-razionali ad avere successo nel poker? (parte 3)
Clicca qui per la prima e la seconda parte dell'articolo
 
Non sono fortemente ferrato in psicologia. Tutte le affermazioni fatte nella precedente parte dell'articolo sono soltanto basate sulla mia osservazione, e non posso affermare con sicurezza che siano del tutto accurate.
 
Ma sto andando un po' off topic, quindi torniamo al discorso originale. Quali sono le altre caratteristiche che possono rendere un giocatore non-razionale vincente? Vedo che giocano spesso "a sensazione", e non riescono a spiegare in maniera appropriata le loro giocate. Hanno la sensazione che siano in odds in una determinata mano, ma non riescono a calcolarle con esattezza, anche quando i calcoli sono molto semplici. Spesso non hanno una buona gestione del bankroll. Alcuni, addirittura, risultano perdenti ai microlimiti ma riescono a vincere ai limiti più alti. Come è possibile?
 
Probabilmente, la più grande differenza tra un giocatore di microlimiti ed un giocatore middle/high stakes sia la capacità di lettura delle mani. Ed in questo, i giocatori non-razionali sono estremamente bravi.


La verità dei fatti rimane comunque che molti giocatori non-logici, anche i più intelligenti, falliscono all'inizio della loro carriera, e questo ci riporta alla "fortuna dell'apprendimento" di cui abbiamo parlato nella seconda parte dell'articolo. Durante l'apprendimento, i giocatori con un'intelligenza logica fanno meno affidamento sulla fortuna, e sono in grado di analizzare le situazioni in una maniera talmente accurata da riuscire a rimuovere il risultato immediato dall'equazione; cosa che i giocatori non-razionali, invece, non riescono a fare con lo stesso grado di accuratezza. Raramente leggono libri che spiegano loro che devono giocare tight, calcolare le pot odds, e seguire altre linee guida per fare bene. Queste sono le basi per fare bene, soprattutto ai microlimiti. In parole povere, sto dicendo che questi giocatori hanno bisogno di molta fortuna per riuscire ad internalizzare al meglio questi processi all'inizio della loro carriera. Superare questa fase che sembra assolutamente basilare, per alcuni giocatori non è affatto semplice. I pochi che riusciranno a superare indenni questo loro inizio avranno dalla loro una tendenza naturale nella lettura delle mani, trovandosi meglio ai limiti più alti ed assumendo di essere stati "fortunati" ad apprendere i fondamentali.
 
A volte rimango stupito di quali giocate incredibili siano capaci i giocatori non-razionali, ma credo che la mia teoria della "fortuna dell'apprendimento" sia in grado si spiegare perché. Questi giocatori hanno spesso delle grosse falle per quanto riguarda i fondamentali, perché non sono stati abbastanza "fortunati" da riuscire ad apprenderli in maniera adeguata. Tuttavia, riescono a sopperire alla grande a questa mancanza grazie alle loro incredibili capacità di lettura delle mani, che permettono a questi giocatori di fare molto bene ai limiti più alti. Ovviamente non è sempre così, ma credo che la stragrande maggioranza dei casi in cui un giocatore non-razionale ha successo dipenda da questi fattori.
 
Tratto dal forum twoplustwo
Tradotto da Marcellus88

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