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Concetti: il bluff

Il bluff è una "deceptive move" attiva.

  • La tua mano non può vincere allo showdown?
  • Vuoi comunque vincere la partita?

Allora devi bluffare.

  • Il bluff è il gioco attivo di una mano debole.

Spiegazione:

Il bluff è quasi sempre applicabile, poiché consiste nel puntare o rilanciare, nonostante si abbia una mano debole. Non serve quindi avere una buona mano; basta essere disposti a puntare.

Sei tu che stabilisci il ritmo del gioco. In questo modo eserciti l'influenza necessaria per vincere direttamente una serie di partite.

Tuttavia, quello che determina il successo nel gioco del poker non è il numero delle partite vinte, ma quello delle chips vinte.

Motivo:

Sei in una situazione nella quale non credi di poter vincere il piatto allo showdown. Ti restano due alternative:

  • Rinunciare al piatto o bluffare.

Nella maggior parte dei casi conviene rinunciare al piatto. Se decidi di bluffare, miri ad aggiudicarti un piatto anche se la tua mano è più scarsa di quella degli avversari. La vincita delle chips è il tuo obiettivo primario. E anche se fallirai in questo tentativo, avrai comunque ottenuto un vantaggio per le tue mani buone.

Attuazione:

Per attuare un bluff nel modo ottimale, è necessario saper rispondere a tre domande:

1. Quanto è alta la probabilità che tutti gli avversari foldino?

La risposta è determinata in particolare dai seguenti fattori:

  • Immagine al tavolo: più mani solide hai mostrato finora al tavolo, maggiori sono le probabilità che qualcuno foldi ad una tua puntata (qui: una bluff-bet).
  • Profilo dell'avversario: bluffa contro i giocatori tight, sii prudente contro quelli loose. Se un giocatore tende ad andare sempre fino allo showdown appena possiede almeno una coppia, lascia perdere qualsiasi bluff contro queste "calling station".
  • Posizione: la posizione è determinante per ottenere informazioni utili. Proprio perché non credi nella forza della tua mano, è fondamentale riconoscere le debolezze nelle mani degli avversari. La maggior parte dei piatti al tavolo da poker sono "vacanti". Chi scopre per primo la debolezza degli avversari, si aggiudica questi piatti. Se hai posizione, puoi osservare le mosse di ogni avversario, prima di agire.

2. Quante chips puoi vincere con quale puntata?

Supponendo che tu sappia già che perderai  la mano in corso se non bluffi o se il tuo bluff viene chiamato, il rapporto chance-rischio è il seguente:

rischi la somma scommessa del tentativo di bluff per avere la possibilità di vincere il piatto. Pertanto devi credere che i tuoi tentativi di bluff funzioneranno in un rapporto più favorevole rispetto a quello tra la bluff-bet e il piatto.

Nel caso di una bluff-bet pot size, il rapporto tra successo e insuccesso deve essere almeno di 1:1, poiché se i tuoi avversari foldano vinci il piatto, ma se vieni chiamato perdi una pot bet. Nel caso di una bluff bet pot size del 20%, rischi 20 per 100. In questo caso dunque, è sufficiente che il bluff funzioni una volta su cinque (20:100 = 1:5).

3. Con quale frequenza si deve bluffare?

Da un punto di vista matematico, la risposta è semplice: la frequenza dei bluffi deve equivalere alle probabilità (odds) che dai agli avversari.

Cosa significa concretamente?

La bluff bet pot size del 20%, appena citata, dà ad ogni avversario delle odds di 1:6 (100 nel piatto + 20 bet = 120; il call è 20, quindi 20:120 = 1:6). Supponiamo che un avversario possa battere solo un bluff. Se questo sapesse che non bluffi mai, la sua decisione sarebbe facile: fold. Se sapesse che tu bluffi sempre, allora chiamerebbe. La decisione più difficile alla quale lo costringi, è quando attui questa bluff bet del 20% esattamente in una situazione su 7 (1:6)! Il tuo avversario deve decidere tra due alternative, entrambe deludenti. La sua probabilità di vincere pari a 1/7 (1:6, poiché vince solo se tu bluffi) equivale al rapporto offertogli tra i costi e la vincita (20:120).

Il suo dilemma è il seguente: se lui folda, sa che tu potresti rubare il piatto. Se lui chiama, sa di averti regalato dei soldi in sei casi su sette. Pertanto, se bluffi con la frequenza giusta, sei un giocatore di poker molto più bravo di colui che bluffa troppo o non bluffa mai. Chi non bluffa mai, non ottiene nessuna azione. Chi bluffa sempre, ottiene tanta azione anzi troppa, finché non gli finiscono i soldi. Chi invece bluffa con la frequenza corretta, cela le sue vere carte e costringe il suo avversario a prendere costantemente decisioni difficili, alcune delle quali saranno per forza sbagliate.

I seguenti esempi mostrano diversi effetti dei fattori rilevanti:

un bluff vero e proprio al pre-flop è per definizione difficilmente attuabile. Poiché ogni mano può vincere, si attua automaticamente almeno un semi-bluff debole.

Esempio 1:

Sei sul grande buio con . Il bottone apre a 3BB e tu rilanci a 10BB. Consideri l'attacco del button un tentativo di steal e decidi di attuare il resteal. Sia il rapporto chance-rischio, sia la tua alta probabilità di vincere in caso di call, sono atipici per un bluff vero e proprio.

Nel post-flop il bluff diventa sempre più evidente:

Se vieni chiamato, non hai praticamente nessuna chance. Per questo i piatti, man mano che il gioco procede, diventano sempre più allettanti e lucrativi. Sai che la tua mano è troppo scarsa per andare allo showdown. Pertanto o rinunci al piatto o bluffi.

Esempio 2:

Hai sul grande buio, il bottone apre di 3,5BB e tu decidi di chiamare. Il flop è e decidi di puntare direttamente 5BB. L'avversario folda. Il tuo discutibile call al pre-flop rientra nell'idea di bluffare flop inutili con un bet-out. Se si considera la decisione del flop singolarmente, allora è sufficiente che il giocatore B foldi in due casi su cinque per avere uno scenario positivo.

                Se dunque supponi un fold degli avversari in più del 40% (2/5) dei casi, attuando un bluff prendi una
                buona decisione.

I bluff al river richiedono una considerazione particolare. Sappiamo quali mani, nella migliore delle ipotesi, possiamo battere allo showdown.

                Un bluff risulta opportuno solo quando vediamo la possibilità di eliminare dal gioco altre mani.

La seguente tabella spiega meglio la situazione:

Mossa:

Noi puntiamo con l'intenzione di una bluff-bet.

Veniamo chiamati.

Gli avversari foldano.

Noi abbiamo la mano peggiore.

Scenario negativo!
Bluff fallito!

Scenario positivo! Successo del bluff!

Noi non abbiamo la mano peggiore.

Scenario positivo! Ma nessun bluff: una value-bet non voluta!

Rischio inutile con la puntata! Avremmo guadagnato lo stesso denaro senza puntata, ma con un rischio chiaramente minore.

Esempio 3:

Completi dal grande buio con l'apertura di 3,5BB del bottone. Flop su cui entrambi fate check. Al turn scende il su cui decidi di puntare 5BB. L'avversario chiama e il river è l'. A questo punto decidi di puntare 10BB. Al pre-flop hai pagato con suited connector e al flop hai fatto check con il tuo progetto di scala. Successivamente, il tuo avversario ha fatto check.

Al turn ottieni anche un flush draw.

Poiché anche il tuo avversario al flop ha mostrato debolezza, cogli la possibilità di attuare un semi-bluff, ma vieni chiamato.

L'otto al river non ti aiuta.

  • È quasi sicuro che non vinci allo showdown.
  • Puoi rappresentare un otto in modo convincente visto l'azioni nei giri di puntate precedenti.

Decidi di bluffare al river.

Conclusioni:

Prima di bluffare, analizza attentamente la situazione. Un bluff richiede molto capitale rispetto al guadagno previsto e l'occasioni per attuarlo si presentano continuamente.

 

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