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Confessioni, scene tagliate e le storie che non abbiamo potuto raccontare

Ho dimenticato di mettere in valigia le calze. E l'intimo. Così, al day1 del torneo giocato a Nuevo Vallarta, in Messico, mentre cercavo ancora di riprendermi dal regalo di compleanno del fotografo Joe Giron – che includeva una ragazza dotata di un fischio molto potente e che portava una bottiglia di tequila al party di benvenuto dei giocatori, lavoravo con un paio di flip-flop ed i pinocchietti.
Ma eravamo in un resort in Messico. Era rilassante. Potevo fare queste cose senza dovermi preoccupare, giusto?
Con meno di due ore rimaste prima la fine del day1, le autorità di gioco hanno spento tutto, hanno confiscato l'equipaggiamento in sala ed hanno bloccato il torneo con un nastro simile a quello di una scena del crimine. Sono stato fortunato ad avere lo zaino con il mio passaporto con me. Altrimenti, probabilmente non sarei tornato a casa per Natale, che era qualche settimana dopo.
Nonostante PokerStars avesse firmato tutte le richieste necessarie per lo svolgimento del torneo, qualcuno del governo locale non la pensava allo stesso modo. Il torneo era finito. Nonostante ciò, fu proseguito online fino al final table, che è stato giocato in Uruguay. Il nostro lavoro lì era finito. Non abbiamo potuto scrivere altro. Ovviamente, nel nostro report non abbiamo potuto includere la storia del caos e della confusione che hanno regnato nelle successive 24 ore, il panico creato dai giocatori già usciti dal torneo che chiedevano (inspiegabilmente) il rimborso del buy-in, e l'uomo che è finito dentro una grandissima fontana in conseguenza del caos.


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Questo sarebbe stato un bel posto per finire il torneo.

È stata l'unica volta in cui abbiamo finito il nostro lavoro prima di poter raccontare una storia, ma non l'unica storia che abbiamo visto e che non è finita nello schermo.
Sin dalla prima volta che ho scritto per PokerStars, ho subito capito che ero entrato a far parte di un mondo diverso. È successo che ho conosciuto una donna che si presentava come la moglie di un famoso poker pro. È successo che ho visto un famoso giocatore impazzire quando gli è squillato il telefono durante una produzione televisiva, tanto da buttare il telefono a terra distruggendolo.
Non è che le storie non fossero belle. Semplicemente, non erano adatte a questo sito. PokerStars Blog non è mai stato un blog di gossip. Non molti anni dopo, ero seduto con Dan Michalsky mentre guardavamo delle giocate assurde fatte a Las Vegas, ed abbiamo pensato che qualcuno avrebbe potuto creare un sito in stile TMZ sul poker, ed avrebbe avuto successo. Ma non era compito di PokerStars Blog.
Molti di noi che lavorano qui, hanno lavorato come giornalisti in altri campi. Diamo molto valore alle buone fonti ed ai commenti. Aborriamo le speculazioni.
Certe volte, ci troviamo davanti a storie che non possiamo proprio raccontare.
Jason Mercier viene pugnalato dopo la vittoria di un EPT?
William Thorson ordina 52 rum e coca perché il bar stava chiudendo?
David Williams gioca cash-game high stakes su uno yatch con dei ricchi fish?
C'è una rapina a mano armata all'ingresso dell'hotel?
Tutte queste cose sono successe realmente, e tutte hanno sfidato i nostri editoriali standard.

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La scena del crimine dell'EPT di Berlino

Ci sarebbe piaciuto parlare meglio di queste ed altre storie, ma per un motivo o per un altro non abbiamo potuto. Dopo 10 anni siamo migliorati molto, e mi piace pensare che abbiamo trovato un giusto equilibrio tra il riportare le news e l'evitare il gossip.
Tuttavia, non siamo esenti da colpe. Dopo 10 anni di report, anche noi abbiamo commesso i nostri errori. E vogliamo confessarli, in cerca di assoluzione.

Un membro dello staff di PokerStars ci ha corrotto con un drink per sederci ai posti riservati agli ospiti speciali amici dei poker pro, tra cui figurava anche Montel Williams. Ci saremmo potuti comportare meglio, ed ad un certo punto, avrei anche potuto suggerire a gran voce ad Alex Gomes di dimostrare a Montel chi era il vero pro.
Una volta ho provato ad intervistare insistentemente un uomo che credevo essere il patrigno di Snoop Dogg, che mi ha fisicamente respinto.
Stephen Bartley, che aveva un disperato bisogno di andare in bagno in Ucraina, ha trovato un angolino buio dove liberarsi contro una costruzione in un parco. Quando la polizia di Kiev è arrivata a fargli delle domande, gli hanno rivelato che quella costruzione era proprio un bagno pubblico.
Una volta sono stato rimproverato dal creatore dell'EPT, John Duthie, perché ero ossessionato dal numero di occhiali che venivano gettati sul tavolo e rotti durante l'EPT Grand Final di Monte Carlo. Duthie – una delle persone più gentili che abbia mai conosciuto – si è arrabbiato con me e mi ha chiesto (fermamente) di smetterla immediatamente.
L'unica volta che abbiamo lasciato il lavoro prima dell'orario stabilito èstato quando Stephen Bartley ha fatto la proposta di matrimonio a sua moglie dal centro convenzioni dell'hotel Rio. Siamo usciti a bere Margarita e, col permesso del nostro capo Simon Young, ci siamo dati alla pazza gioia tutta la notte.
Una volta, Swains ed io abbiamo mangiato così tanta carne durante una pausa pranzo WSOP che siamo letteralmente collassati nel parcheggio del Rio.


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Potremmo continuare per un'intera settimana, ma per il momento ci fermiamo a queste cinque confessioni. Conserveremo le altre per il 20° anniversario di PokerStars Blog.

 
Tratto da pokerstarsblog.com
 
Tradotto da Marcellus88

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