Si parla molto dell'importanza del mindset e della sicurezza in sé stessi per ottenere dei risultati positivi, e dopo un mio innocente tweet, che ho recentemente pubblicato, è sorto un grande dibattito:

"Vinco a poker perché credo di potercela fare. Potrà suonarvi semplicistico e ridicolo, ma è questa la ragione principale che mi permette di vincere".


Ho trovato affascinante vedere quante persone non hanno compreso il vero significato di quanto ho scritto. Alcuni giocatori molto intelligenti hanno letto le mie parole, ma hanno voluto interpretarle senza cercare di capire quello che intendevo dire. Non ho mai ritenuto che basti pensare di vincere, a prescindere dalle proprie capacità, per farlo. L'aspetto più importante del mio tweet è da ricercare nel passaggio "la ragione principale", non è la sola causa che mi permette di vincere.

La discussione si è evoluta prendendo ogni sfumatura possibile, ma non è emerso il vero significato delle mie parole: riesco a vincere perché credo di potercela fare. Se non credessi di poter essere un professional poker player, allora non mi impegnerei affatto in questo campo.

Prima che ogni obiettivo sia raggiunto, tutto inizia con un pensiero. Prima di diventare una star del cinema, Brad Pitt ha iniziato la sua carriera pensando a come diventare una star. Una volta consapevole di come raggiungere il suo obiettivo, lo step successivo è stato crederci e quindi cominciare a lavorare seriamente per conquistarlo. Ho affermato che se Brad Pitt non avesse creduto di poter essere una star del cinema, non si sarebbe impegnato a sufficienza per diventarlo.

Quindi essenzialmente sto dicendo che qualunque sogno comincia con un pensiero, cui devi credere, e poi diventa un'azione concreta. Poniamo, per esempio, che io pensi di poter compiere un salto di 3 metri. Lo step successivo sarebbe crederci. Posso davvero farcela? Io direi di no, quindi non ci crederei. Quanto impegno pensate che io investa in questo progetto non credendoci? Nessuno.

Molte persone hanno creduto che stessi dicendo che qualunque obiettivo in cui uno crede sia raggiungibile. Non è questo il mio pensiero. Ritengo invece che credere in quello che si fa giochi un ruolo significativo nel processo che porta a raggiungere un certo risultato.

In molti momenti della mia carriera mi sono messo in discussione. I miei primi viaggi a Las Vegas mi hanno portato a interrogarmi se fossi capace o meno di fare di questo gioco la mia professione. Al di là dei dubbi, nel mio profondo, ho sempre creduto di potercela fare e questo mi ha aiutato a impegnarmi più a fondo, restando concentrato sul mio obiettivo. Ho creduto davvero che se avessi lavorato duramente sarei potuto essere un grande giocatore di poker.

Vedo tanti miei colleghi dire cose del tipo: "non sono bravo a poker, non vincerò mai". Spesso lo dicono per scherzo, ma le parole che scelgono rivelano un limite nel loro convincimento di cui forse non sono consapevoli. I nostri pensieri diventano la nostra realtà, nel male o nel bene. Non sto parlando di pensiero positivo o negativo, sto semplicemente sostenendo che la nostra percezione modifica la realtà. Ciò che PENSI agisce su ciò che VEDI e quindi su ciò che FAI.


Daniel Negreanu è membro del Team PokerStars Pro