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Datakid sul tilt (pt 3)
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Nella
seconda parte dell'articolo abbiamo visto una mano, la ricordate?
La mia giocata aveva senso? Se l'avversario ha c-bettato un board con A alto, poteva aver paura del K? Era un 30/20, pensate che possa aver pensato a cosa stavo provando a rappresentare? Ma sopratutto, cosa stavo provando a rappresentare?
Perché ho chiamato al flop? Perché ho rilanciato al turn?
C'è qualcosa di buono che ho fatto nel corso di questa mano (a parte il call preflop, che, onestamente, mi piace)?
No, non ho fatto nulla di buono. Non stavo giocando io, stavano giocando le mie emozioni.
Quando a giocare sono le emozioni, facciamo giocate che normalmente non avremmo fatto. 77 in questa mano l'avrei ista-foldato, ma in questo caso non m'interessava, perché ero tiltato. E' il NL25, non dobbiamo floatare gli avversari, non dobbiamo chiamare con coppie medie per future game in modo che il nostro avversario non provi a bluffarci e buttarci fuori dalla mano.
Dobbiamo solamente valuebettare quando abbiamo il punto, e raggiungeremo il NL50 in pochissimo tempo.
Queste cose le sapevo, ma non le ho applicate perché ero tiltato. Non del tutto, ma abbastanza da buttare via dei soldi (con 4 di queste mani avrei perso un BI, e 4 mani si giocano in 1 minuto).
Grazie a Dio, la mano dopo ho settato ed ho recuperato un buy in, ma le cose sarebbero potute andare molto peggio.
Tutti hanno dei motivi che li fanno tiltare. Il mio motivo è quando un avversario fa giocate stupide e non posso credere che abbia giocato in quel modo.
Gioco in maniera abbastanza semplice, e odio quando gli avversari non vedono che sono un giocatore tight e quel K è veramente una grossa fetta del mio range.
"Come puoi chiamare una 3bet con 69 e chiamare il flop con una coppia debole ed un kicker ancora più debole contro un TAG?"
Beh, probabilmente spesso non mi rendo ancora conto che la maggior parte dei miei avversari non sa quello che sta facendo.
Per loro, il poker è come il blackjack: devono "hittare".
Io ho la fortuna di capire buona parte del gioco. 
 
So come giocare in setmining, so come costruire un piatto e riesco a pot-controllare. Capisco la value-bet, la c-bet...Ah, già, non stiamo parlando delle mie incredibili skills, ma credo che chiunque stia leggendo saprà che appartendo a quell'élite di giocatori che hanno davvero capito come funziona il giochino, mentre loro non hanno capito niente (più avanti vi spiegherò il perché di questo egocentrismo).
Ho anche dovuto capire che si tratta di un gioco dove le skills certamente aiutano, ma anche la fortuna gioca la sua parte. Per questo mi piace chiamarlo "gambling con skill".
Se doveste andareal casino per vincere soldi, vi siedereste ad un tavolo dove conta solo la fortuna o giochereste a qualcosa dove sapete come giocare? (Non parlo di divertirsi, perché ad esempio io amo il blackjack).
Chiaramente, possiamo perdere anche ai tavoli da poker. Se andiamo all-in con AA e ci troviamo contro KK preflop, ed sul board scende un K, dobbiamo mentalizzarci sul fatto che è qualcosa che succede.
"Abbiamo l'82% di possibilità di vincere, possiamo perdere?" CERTO!
E se siamo in downswing, ne perderemo anche più del 18%. Il downswing è una delle sfide che più mette a dura prova un giocatore di poker. Quando siamo in downswing può capitare di avere poker vs poker, A vs A (e perdiamo col colore dell'avversario), A contro K (e scende un K), o prendere l'A al river ma perdere contro una scala...
Tutte queste cose, che in periodi normali ci fanno vincere soldi, in questo momento ci costano una fortuna. Perché? Perché siamo in downswing.

 
Tratto dal forum twoplustwo
 
Tradotto da Marcellus88

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