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Continuamo a parlare delle giocate da effettuare al turn, in particolar modo di quando dovremmo puntare in questa delicatissima street. Abbiamo già parlato dei primi tre ottimi motivi per puntare, ovvero quando abbiamo una mano molto forte, quando abbiamo molta fold equity e quando nessuno di questi due motivi si applica del tutto, ma la loro unione rende la nostra bet +EV. Passiamo adesso agli altri punti.
 
Quando la nostra mano ha bisogno di protezione
Molto spesso, la protezione è usata male, o meglio, è una scusa per delle giocate "timide".
Ad esempio, apriamo preflop 4x con KK. Al flop scendono AK7r, puntiamo 6bb e veniamo chiamati. Al turn scende una carta che da un possibile (ma molto remoto) progetto di colore, noi pushamo per 90bb e l'avversario folda.
Così facendo non abbiamo protetto la nostra mano, ma abbiamo soltanto perso tantissimo valore.

In questo caso, il push è segno di timidezza. Di cosa abbiamo paura? Di JT? In ogni caso, JT non folderebbe mai in questo spot. O forse che abbia J7 con 4/5 di colore? Anche in questo caso, saremo ancora avanti, ed il nostro obiettivo dovrebbe essere quello di fargli pagare il draw, non di farlo scappare. Non abbiamo paura solo perché non abbiamo il nuts assoluto!

Allora, quando abbiamo bisogno di proteggere la nostra mano?

- Quando siamo avanti, ma molte carte al river possono distruggerci. Ad esempio, con 99 su board abbiamo un motivo per proteggere. Con AA su 8754r, invece, non dobbiamo proteggere nulla, soltanto puntare per valore – o checkare dietro se abbiamo particolari read.
- Quando il board ha molti possibili draw.
- Quando siamo fuori posizione, abbiamo un motivo in più per proteggere mani vulnerabili. Non vogliamo foldare la mano migliore, quindi far foldare l'avversario.

Vediamo un altro esempio: abbiamo due A neri su board , ed il nostro avversario è loose, aggressivo tricky e felice di bluffare. Praticamente ogni carta del mazzo, per noi, sarebbe una scary: potrebbe completare scala con 2, 3, 4, 7, 8, 9, K, Q e A; una carta rossa potrebbe completare il suo progetto di colore; infine, una J, un T, un 6 ed un 5 potrebbero fargli chiudere un trips. Sappiamo che il nostro avversario potrebbe letteralmente avere tra gli 0 ed i 15 outs, ma non abbiamo idea di quale sia la "carta magica". Data la natura del nostro avversario, dovremo chiamare praticamente su ogni river, senza paura. Allora, cosa sarebbe meglio fare in questo caso? Puntiamo, molto forte, al turn. Così, riduciamo le implied odds del nostro avversario e gli facciamo pagare un prezzo alto, se vuole seguire. Inoltre, sembreremo committati, ed è meno probabile che il nostro avversario scelga questa mano per il suo bluff. Sentiamoci liberi di pottare.

Non dobbiamo avere paura di effettuare una bet per protezione – d'altronde, per definizione, si tratta di una bet effettuata mentre abbiamo la mano migliore!

Facciamo una size che possa ingolosire il nostro avversario a chiamarci, ma che renda comunque -EV il suo call. Ricordiamoci che stiamo provando a vincere SOLDI, non PIATTI!

Nella quarta parte dell'articolo parleremo degli ultimi due motivi per puntare al turn, per poi passare infine alle river-bet.

 
Tratto dal forum twoplustwo
 
Tradotto da Marcellus88

 
 

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