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Giocare per professione (pt 1)
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Una volta che si inizia a vedere il poker più seriamente, è quasi inevitabile che venga presa in considerazione l'idea che, un giorno, potrebbe diventare la nostra professione. Essendo una di quelle persone che ha fatto la transizione dall'essere un lavoratore "normale" al diventare un giocatore di poker professionista, condividerò con voi alcune delle cose che hanno reso questo passaggio relativamente agevole. Inoltre, mostrerò alcuni dei pensieri errati più comuni che passano per la testa di coloro che "vogliono diventare pro". Come avvertimento, vi dico che questo articolo sarà abbastanza lungo e scritto dalla prospettiva di qualcuno che vuole che i rischi siano limitati al massimo, in quanto, con il proprio lavoro, si dovrò mantenere una famiglia ed il proprio stile di vita, pagare bollette ecc. Consideratela una "guida nitty" al professionismo. 
 
Parte 1: Provare il concetto
Il primo passo che immagino tutti quanti faranno, quando prendono in considerazione la carriera del poker pro, è fare una stima dei possibili guadagni. Se da un lato è abbastanza ovvio ed assolutamente necessario che si abbia un progetto che supporti adeguatamente le nostre esigenze, dall'altro non è difficile che una persona possa ingannarsi quando si parla di numeri. Lasciando da parte tutto il resto, la primissima cosa da fare quando proviamo a progettare il nostro futuro pokeristico è quello di capire la varianza. Il che è importante per due motivi: innanzitutto, dobbiamo essere abbastanza confidenti di poter raggiungere la winrate che ci eravamo predisposti. Secondariamente, se attraversiamo un periodo abbastanza lungo di varianza, e ciò influisce sul nostro gioco, avremo dei problemi.
Quello della varianza è un argomento trattato molto spesso, e se state leggendo questo articolo non per puro passatempo, sicuramente sapete già (almeno) di cosa si tratta. Quindi, piuttosto che approfondire ancora una volta questo concetto e rendere quest'articolo interminabile, vi lascio con questa frase:  
 
La varianza è molto più significativa di quanto la maggior parte dei giocatori creda o sia disposto ad accettare.
 
Parte 2: Il poker non è come gli altri lavori
Ok, riuscite a capire la varianza e siete sicuri al 90% che la winrate che avetecalcolato si avvicinerà alla vostra reale winrate. Anche se doveste finire nella fascia più bassa del winrate che avevate previsto, guadagnereste molto di più rispetto a quanto guadagnate adesso, ed il poker sembra molto più divertente rispetto al vecchio lavoro.
Ma ci sono molte altre cose alle quali dovremo pensare. Oggi vedremo la prima, nella seconda parte dell'articolo andremo avanti con le altre.
 
(1) Quando consideriamo le mani per ora ed il tempo speso a lavorare come giocatore professionista, dobbiamo considerare che questo tempo è speso per lavorare e che richiede un livello di concentrazione costante.
Personalmente, ho passato un paio d'anni a lavorare come sviluppatore di software dopo la laurea. Mentre prima lavoravo dalle 8 alle 9 ore al giorno, adesso lavoro dalle 3 alle 4 ore al giorno. Non voglio dire che il mio lavoro di prima fosse pesante (o per lo meno, non più di qualsiasi altro lavoro). Infatti, passavo molto del tempo a lavoro a socializzare ed a fare altre cose non legare al lavoro. Ed è stato proprio a lavoro che ho scoperto il poker, me ne sono appassionato ed ho iniziato a studiarlo, dopo aver iniziato a frequentare assiduamente questo forum (2+2).
Nonostante la differenza di ore lavorative, il poker è ad un livello completamente diverso. Quando programmi di giocare 4k mani, giocando 800 mani l'ora, ciò equivale a 5 ore PIENE di lavoro. In più, il livello di concentrazione deve essere sempre altissimo. Infine, dobbiamo ricordarci di trovare il tempo di studiare e lavorare sul nostro gioco. Non molti lavori hanno i "compiti per casa"...

 
Tratto dal forum twoplustwo
 
Tradotto da Marcellus88

 
 

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