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Giocare sotto la spada di Damocle (di Christophe de Meulder)

Ho iniziato quest'anno pensando di poter fare SuperNova Elite, con me e mio fratello che ci siamo sfidati per invogliarci a giocare. E' risultato essere un test molto duro, e solo coi primi tentativi sono riuscito a capire molte cose su di me e sul mio gioco.
Ho iniziato abbastanza bene, nonostante avessi sottovalutato la costanza che serva per raggiungere un simile traguardo, soprattutto se non sei abituato a giocare così tanto. Ho guadagnato i VPP che mi ero prefissato di guadagnare, ma non stavo giocando come volevo.
Quindi ho deciso di rallentare un po', perché non è una buona cosa fare un volume di gioco del genere, sapendo che non stai rendendo al massimo. Quindi ho preso una piccola pausa dall'online, che mi ha aiutato molto. Abbiamo anche fatto uno screening per un eventuale futuro show televisivo, ed è stato molto divertente. Questa piccola pausa mi ha fatto capire quanto abbia bisogno di uno stile di vita almeno un po' variegato.

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Per quanto ami grindare online, non sono il tipo di persona che potrebbe giocare, giocare e ancora giocare senza avere qualche altra valvola di sfogo. Qualche tempo fa ho letto un post di Mike McDonald che riguardava l'alpinismo, e quindi ho pensato a qualche attività da affiancare al poker (alpinismo, tennis, unirmi ad una squadra di calcio...). Faccio già attività fisica – corro e vado in palestra – ma pensavo di aggiungere anche una di queste cose alla mia routine. Tutto ciò mi aiuterebbe non solo a tenermi in forma, ma anche a tenere la mia mente fresca quando mi siedo ad un tavolo di poker.
Ovviamente, continuerò a giocare molto ed al meglio delle mie possibilità, ma non è semplice rendere al massimo quando si ha la spada di Damocle sopra la testa. Non si dovrebbe mai giocare a poker quando si pensa che lo si deve fare; piuttosto, dovremmo voler giocare a poker, se vogliamo giocare il nostro A-game e battere i livelli.
Per questo, al momento, sto giocando praticamente solo quando penso di poter giocare il mio A-game o quasi, il che significa che potrei raggiungere SNE, come potrei non farcela.
Ho passato molto tempo anche a fare review, guardare video, leggere forum, e tutto ciò mi ha aiutato ad invogliarmi a giocare. Sono molte le persone che, se non fanno qualcuna di queste attività prima di iniziare la sessione, non riescono ad "entrare in partita" per i primi 15-20 minuti. Si commettono errori che si sarebbero potuti evitare con una piccola preparazione. Sto anche provando a giocare ad orari "ottimali", come la sera, dove il field è più ampio e ci sono più giocatori occasionali.
Adesso capisco perché sono così pochi i SNE – è un lavoro molto duro. Finora, il mio massimo guadagno di VPP in un anno è stato di 250.000, ben lontano dal milione necessario alle 6 stelle. Essere in grado di multitablare per molte ore senza perdere il focus richiede un set di skill che non ho ancora acquisito del tutto, per questo ho un grandissimo rispetto per quei giocatori che sono riusciti e riescono in questa impresa.
Questa sfida con mio fratello verso il traguardo SNE mi ha anche insegnato qualcosa che credo sia servita al mio gioco. Per adesso continuerò ad andare avanti, ma ho capito che voglio avere una qualità di vita migliore, che includa l'esercizio fisico, altro hobby oltre al poker, e godermi le relazioni con le persone a me care.
Se arrivassi a raggiungere il traguardo quest'anno sarebbe grandioso, ma se non ci riuscissi saprei che, anche solo avendoci provato, avrei capito cosa serve per diventare SNE, e ciò mi aiuterebbe a riprovarci l'anno successivo.

 
Tratto da pokerstarsblog.com
 
Tradotto da Marcellus88

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