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I pericoli del giocatore perfezionista (di Leo Margets)

È passato un po' di tempo, ma ho deciso di fare un report delle mie ultime WSOP. Innanzitutto, non ho giocato tanto quanto gli altri anni, ma sono stata a Vegas solo due settimane. E non è nemmeno andata molto bene, per quanto riguarda il poker. È scocciante quando vai a Vegas e le cose non vanno benissimo, perché una volta lì, non puoi non sognare il colpo grosso.
Credo di aver giocato abbastanza bene, solo che ho bad runnato nelle mani che contavano di più. Ovviamente, è importante essere onesti con sé stessi quando si runna male. Se scendi a 15BB ed esci dal torneo partendo favorito all'80%, devi considerare come sei arrivato ad avere soltanto 15BB, e non concentrarti soltanto sulla mano con la quale sei uscito.
Nonostante quanto detto, non mi piace lamentarmi della bad run, perché so che nel poker esiste ed è normale. Non mi piacciono i pro che si lamentano di essere nel lato negativo della varianza. In realtà, esserlo significa partire da favoriti, ed il poker insegna che, ogni tanto, verremo scoppiati. È qualcosa che, chi gioca a poker (soprattutto i professionisti) devono essere in grado di accettare.

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Sono solita mettermi molta pressione – a volte sono troppo perfezionista – e questa si aggiunge alla frustrazione quando i risultati non arrivano. Ma cerco di rimanere positiva e di essere costruttiva quando non sono seduta a giocare. Inoltre, lamentarmi non mi fa sentire meglio. Per alcuni, lamentarsi è una forma di sollievo dalla frustrazione, ma con me non ha mai funzionato. Sento di non dover nemmeno raccontare la mia bad run, perché, in fondo, è qualcosa di naturale nel poker.
Tornando al discorso della costruttività, ho deciso di prendere un coach per i 6max hyper turbo egli heads up S&G. Mi piacciono questi formati, e si adattano anche bene al mio programma, in quanto non posso grindare ogni sera MTT. Gioco due sessioni di hyper e hu al giorno, il che è buono non solo per il profit, ma anche per diventare una giocatrice più completa.
Un altro vantaggio dei S&G è che riesci a giocare un volume più ampio in meno tempo rispetto agli MTT, il che significa che il lavoro e gli sforzi che metti nello studio portano risultati più in fretta.
Avevo pensato di cercare un coach per queste discipline diversi mesi fa – addirittura prima di Survivor. Ho fatto una settimana di coaching intensivo con uno dei migliori giocatori di queste specialità. Voglio migliorare nelle situazioni short-handed ed hu, ma credo di poterne trarre vantaggio anche in molte altre situazioni. È come lavorare su diverse parti del cervello dedicate al poker, che alla fine porterà ad un gioco complessivo migliore.
Ecco su cosa sto lavorando in questo momento. Ma ciò che aspetto davvero è l'EPT. Essendo spagnola, adoro giocare nel mio continente – soprattutto in quello "di casa", considerando che non amo particolarmente gli hotel.

 
Tratto da pokerstarsblog.com
 
Tradotto da Marcellus88





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