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Il teorema fondamentale del poker (parte 1)
Il teorema fondamentale del poker è una nozione introdotta dal giocatore professionista David Sklansky nel suo libro La Teoria del Poker.
 
Citando il libro, il teorema afferma che:
 
"Ogni volta che giochiamo una mano in modo diverso di come l'avremmo giocata se avessimo visto le carte del nostro avversario, lui guadagnerà; ed ogni volta che giochiamo una mano allo stesso modo di come l'avremmo giocata se avessimo visto le carte del nostro avversario, lui perderà."
 
"Allo stesso modo, ogni volta che il nostro avversario gioca una mano in modo diverso di come l'avrebbe giocata se avesse visto le nostre carte, noi guadagneremo; e ogni volta che giocherà una mano allo stesso modo di come l'avrebbe giocata se avesse visto le nostre carte, noi perderemo."

 
Questo teorema, nel campo del poker, è un teorema molto particolare, perché indica una situazione quanto più generale possibile - al contrario di quasi tutti gli altri teoremi, che spiegano cosa fare in una specifica situazione.
 
Questo teorema è ancora attuale?
Senza dubbio! Il teorema fondamentale del poker è sempre stato, e sarà sempre, attuale nel mondo del poker. Non esistono scuse di alcun genere per non apprenderlo.
 
Spiegazione del teorema fondamentale del poker
Immaginate che, la prossima volta che vi siederete ad un tavolo, le carte dei vostri avversari fossero tutte scoperte. In questo caso, conosceremo sempre la forza della mano dei nostri avversari, e sapremo sempre come comportarci. In breve:
- Se vediamo di avere la mano migliore, vogliamo puntare (a meno che la deception non ci porti più valore);
- Se abbiamo la mano peggiore, vogliamo passare (a meno che non abbiamo buone odds).
 
Ciò significa che saremo in grado di giocare il poker più profittevole in assoluto. Tuttavia, è praticamente impossibile riuscirci nella vita reale, perché non conosceremo quasi mai la mano esatta del nostro avversario.
 
Il nostro obiettivo, allora, è riuscire a restringere quanto più possibile il range dei nostri avversari, in modo da poterci avvicinare al teorema quanto più possibile, e nella prossima parte dell'articolo un esempio su come usare al meglio il teorema.

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