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Imparare una lezione di poker dalle difficoltà dei viaggi (di Eugene Katchalov)

Come molte persone, ho iniziato il mio 2014 con il viaggio verso le PCA. La storia più interessante del mio viaggio risale a prima del mio arrivo ai caraibi.

Avevo il volo da New York la mattina del 6 Gennaio. C'erano state nevicate molto forti fino a pochi giorni prima, ed il meteo non prevedeva grossi miglioramenti nemmeno nei giorni a seguire. Avevo programmato il viaggio circa 2-3 giorni prima di partire, c'era in programma di posticipare o ritardare molti voli ma erano tutti stati ripresi alla fine, e pensavo che anche per il mio non ci sarebbero stati problemi.

Il mio volo era previsto per le 9.00 del mattino, ed io sono arrivato con circa un ora e mezza di anticipo, accompagnato da mio padre. Ci siamo accorti che c'era molto traffico nella zona delle partenze, più di quanto ne avessi mai visto. Mi è sembrato un po' strano, ma non me ne sono preoccupato più di tanto, e mi sono diretto verso il mio terminal con le valigie.

E' stato allora che mi sono accorto che, forse, non tutto sarebbe andato liscio. Al terminal c'erano tantissime persone, ed anche solo la fila per fare il check-in sembrava infinita. Ho realizzato che c'erano parecchie persone che dovevano partire i giorni precedenti, e che stavano finalmente provando a prendere il loro aereo. In vita mia ho viaggiato molto, ma non avevo mai visto qualcosa del genere.

Ho guardato la fila che c'era al mio terminal, ed era la più lunga che avessi mai visto. Ho aspettato per un bel po', prima di realizzare che non sarei riuscito a partire se avessi continuato ad aspettare. Quindi ho iniziato a cercare qualcuno che avesse potuto aiutarmi, ma anche il personale era praticamente nel panico, a causa di tutta la gente che si lamentava e faceva domande. C'era una confusione incredibile, e sembrava regnare soltanto il caos.

Finalmente, riesco a vedere una ragazza del personale, che sembrava potesse aiutarmi. Sono andato da lei, aspettando che finisse con tutta l'altra gente che aveva attorno. Arrivato il mio turno, ho cercato di non mostrare il mio stress, ma anzi ho cercato anche di abbassare la tensione con un piccolo scherzo.

Le ho detto del mio volo, e le ho chiesto se ci fosse un modo di salire a bordo evitando quella fila immensa. Dapprima mi è stato detto di no, ma poi, mentre stavo per tornare indietro, sono stato richiamato, mi è stato chiesto di aspettare e, dopo un breve consulto con un suo collega, sono stato diretto verso una fila immensamente più breve, fila che non poteva essere vista da nessuno, e della quale sicuramente quasi nessuno era a conoscienza.

In un attimo, stavo per fare il check-in: stavo per farcela!
La persona che mi ha fatto il check-in mi ha detto che, se avessi ritardato altri 4 minuti, non ce l'avrei fatta – e non ci sarebbero stati altri viaggi per le Bahamas per i prossimi 3 giorni! Più tardi ho saputo che persone che erano arrivate prima di me all'aereoporto non erano riuscite a partire, e probabilmente nemmeno io ce l'avrei fatta se fossi arrivato prima e mi fossi messo in fila.
Credo di poter dire che ci sono due morali in questa storia, ed entrambe possono essere legate al poker, in un certo senso.

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La prima è che a volte è meglio ritardare. Lo stesso vale nel poker. A volte, quando decidi di fare una mossa, questa si rivela essere vincente grazie a fattori fuori dal nostro controllo.

L'altra morale ha a che fare con il mio comportamento con la donna che mi ha aiutato. Ho preso la decisione di essere amichevole con lei, piuttosto che fare come tutti e creare ulteriore caos. Si vedeva già da lontano che non fosse dell'umore migliore, e quindi ho pensato che chiedendo le cose con gentilezza ed a cuor leggero, avrei avuto più possibilità di essere aiutato.

Questo non è molto diverso da quello che potrebbe succedere nel poker, quando ci troviamo ad affrontare un tipo di persona con una personalità particolare, e capiamo che è meglio avere un "totto leggero" e fare in modo di stargli simpatico, rendendo la situazione +EV in nostro favore.

Reagiamo sempre al tavolo di poker, sia alle giocate che ai comportamenti degli avversari. Reputo quindi una skill quella di riuscire a leggere queste situazioni e capire da un punto di vista psicologico qual è il miglior approccio per riuscire ad ottenere ciò che vogliamo.

Oh, e penso che ci sia un'altra morale legata al poker in tutta questa storia che mi ha fatto arrivare per un pelo a giocare le PCA: non fa mai male un po' di fortuna!

 
Tratto da pokerstarsblog.com
 
Tradotto da Marcellus88

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