PokerStars.it homepage
La giusta % nel poker fortuna/abilità e come cambia a seconda delle situazioni
Nel forum avevamo chiesto 'Secondo voi qual è la giusta % nel poker fortuna/abilità, perché e come cambia a seconda delle situazioni?'. Ecco la bella risposta di Jedaias27.

Per rispondere a questa domanda è necessario in primis definire cosa si intenda per "abilità" nel poker, supposto che si sappia cosa si intenda per "fortuna", ma questo non dovrebbe essere complicato ai più.
Spesso ci si confonde quando si parla di abilità perchè si pensa alla capacità di un giocatore di realizzare un bluff o una giocata estrosa ai tavoli verdi. In realtà questa è una piccola parte del concetto che si vuole riassumere nella parola chiave di questo domandone. Infatti, con abilità si intende sottolineare la bravura di un giocatore di guadagnare soldi a un determinato livello. Tuttavia, per arrivare a un livello del genere bisogna essere certi che il fattore abilità sia preponderante rispetto al fattore fortuna, in caso contrario potremmo parlare (magari erroneamente) di giocatore fortunato.



Allora ci si chiede in maniera naturale: quando avviene il superamento del fattore abilità rispetto a quello della fortuna?
La risposta non è semplicissima da dare in quanto che il tempo T a cui avviene tale evento varia a seconda della tipologia di gioco a cui ci si cimenta. Però è possibile fornire degli ordini di grandezza per comprendere, quantomeno in maniera spannometrica, quale tipologia sia più.. "casuale", ossia dove il fattore fortuna conti più che in altre, e quale meno. Ci si riferisce in gergo tecnico a questa quantità statistica come varianza.
La varianza in parole povere quantifica la misura in cui i nostri risultati si discostino (quadraticamente) dal valore atteso di tale specialità, ossia dal numero di piatti associati alla loro quantità specifica che un giocatore avrebbe dovuto vincere. Capitano periodi in cui si soffre di varianza negativa, ossia quando perdiamo più mani di quante ne dovremmo perdere, e periodi in cui si gode di varianza positiva, ossia quando vinciamo più mani di quante ne dovremmo vincere.

Ma non divaghiamo troppo, torniamo all'oggetto della domanda in grassetto. È chiaro che i giochi in cui si parte con più BB siano i giochi in cui sia più difficile finire all-in preflop, che sono per eccellenza le situazioni più casuali che possono avvenire nel texas hold'em. Questo perchè a fronte di un gioco regolare del tavolo, ossia sperando di non trovare lo spewer che pusha una mano sì e l'altra forse, finire ai resti, metterle tutte dentro, richiederà più azione rispetto a un gioco dove si parte con meno BB. Per cui i giochi con più varianza intrinseca saranno sicuramente le tipologie hyper, quindi spin&go, sit&go hyper o KO. I giochi con meno varianza saranno senza dubbio i giochi dove vi sia un limite di puntata e di rilancio, ossia i pot limit e fixed limit, per motivi ovvi.

L'abilità quindi, avrà la meglio sul fattore stocastico dopo un numero gigantesco di mani, che un giocatore non professionale non arriverà a compiere nella sua vita. È proprio per questo che per vincere nel poker hai due vie:

1) studiare tanto, aggiornarti sempre, e "massare" (ossia giocare molti giochi, multitablando). Insomma, si dovrebbe fare del poker la propria professione, in tal caso il fattore fortuna tenderà nel tempo ad annullarsi seguendo un esponenziale negativo, esattamente come fa il decadimento radioattivo. Tutto ciò a vantaggio del fattore abilità, ça va sans dire.
2) vincere qualche grande torneo, avere fortuna, che avrà la meglio sul fattore abilità nel breve periodo
Qualcuno dirà "si, ma la seconda opzione non è un qualcosa che posso scegliere".... bravo, è proprio per questo che è meglio se ti metti a studiare, pure se non dovessi o non volessi diventare un giocatore professionista!

Inoltre è giusto sottolineare che, per esempio, all'interno di un torneo, possono alternarsi situazioni in cui l'abilità e la fortuna si scambiano di importanza a seconda dello spot. Supponiamo di essere sul BB, con 15 bui e che prima di noi ci siano stati 5 limp. È chiaro che uno squeeze in questa situazione, soprattutto nel caso in cui vi siano tutti stack medi (fra i 20 e i 40 bui), sia la mossa preferibile. A prescindere dal fatto che si riceva qualche call, questa è una mossa di pura abilità, ossia scaturita dallo studio di concetti come dead money, fold equity, oltre che dall'esperienza maturata sia in generale, che al tavolo (conoscendo i nostri avversari). Invece supponiamo di essere in MP con due bei cowboys serviti, i due kapponi. UTG+1 apre e noi tribettiamo a 7 BB, ce ne restano 23 dietro. Chiaro che se dovessimo ricevere il call di oppo, su flop apparentemente sereno (metti un 2-5-9 rainbow) saremmo predisposti a continuare la nostra azione forte. Ma se oppo al turn ci girasse AA, o 99? Beh, qui si che c'entra la fortuna, eccome.

In poche parole a mio modo di vedere non esiste una percentuale precisa di abilità e di fortuna. Esse variano a seconda delle situazioni contingenti, del giocatore che noi siamo, quindi del nostro modo di giocare, e della tipologia di gioco che affrontiamo. Se proprio dovessi dare una percentuale media molto grossolana, direi 70% abilità 30% fortuna, altamente variabili come detto poc'anzi. Però posso dire che il fattore fortuna è spesso sottovalutato, forse per dare al gioco del poker l'immagine che sia prettamente un gioco di abilità, ma questo non è vero. Se posso dire la mia, è anche bello così, la meritocrazia è meglio che viga in altri campi, come quello del lavoro ad esempio.

X Informazioni sui cookie

Il nostro sito web utilizza cookie per migliorare la tua esperienza di navigazione. Puoi modificare le impostazioni sui cookie in qualsiasi momento. Se continui, acconsenti al loro utilizzo.