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Luca Pagano: 'Nella regolamentazione del poker live fondamentale il ruolo dei giocatori'


Spunta un documento del Ministero dell'Interno, secondo alcune fonti, e i poker players iniziano a nutrire qualche speranza che il gioco dal vivo possa venire, se non regolamentato, quanto meno disciplinato a grandi tratti dallo Stato.

L'obiettivo dovrebbe essere quello di evitare di continuare a distribuire denunce per azzardo quasi sempre rispedite al mittente da Tar e tribunali locali. Tanti gli interrogativi e i dubbi sulla vicenda.

Tuttavia il punto sarebbe un altro. E' l'opinione Luca Pagano super vip del poker italiano e a livelli top con la sua organizzazione tornei nazionali e internazionali. Il player e organizzatore analizza la questione per noi nel bel mezzo dei suoi spostamenti dall'Isola di Man, dove stava giocando l'Ukipt, a Londra dove oggi prende il via l'Ept. "La regolamentazione non passa solo attraverso il Ministero dell'Interno (o le Questure) ma soprattutto (e forse prima di tutto) attraverso i giocatori stessi: il caso del circolo di Montecatini, tutto da verificare, dove durante un controllo alcuni giocatori sarebbero stati trovati a giocare a Black Jack (è vero?) si aggiunge a tutti quei casi dove in altri circoli si giocava a cash game".

Ecco quindi cosa succede nella testa dei funzionari di AdM, Interno e Questure: "E' normale che il regolatore prenda paura, o non capisca e faccia di tutta l'erba un fascio e decida di cassare il poker".

Da qui il ruolo fondamentale dei players: "Sono i giocatori stessi che devono segnalare determinate situazioni, assolutamente illegali. Non si tratterebbe di fare le spie ma di collaborare per favorire la regolamentazione di un gioco a cui tengono tanto. Ammesso che ci tengano davvero". O che non preferiscano il cash game live.

Fonte: GiocoNews

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