PokerStars.it homepage
Metterle in mezzo (parte 4)
Quando floppiamo il nuts, ci troviamo di fronte ad una di queste tre situazioni:
  • L'avversario ha una mini-monster – qualcosa come il second nuts, del quale si innamora perdutamente.
  • L'avversario ha migliorato una mano mediocre.
  • L'avversario non ha nulla.
 
Se dobbiamo assegnare delle percentuali, possiamo dire che il nostro avversario avrà il nulla il 60% delle volte, una mano mediocre il 30% delle volte ed una mini-monster il 10% delle volte (probabilmente queste percentuali sono troppo generose, ma vanno bene per ciò che dobbiamo dire). Le "mini-monster" non sono mani di cui dobbiamo preoccuparci, perché probabilmente il nostro stack finirà in mezzo, indipendentemente dal tipo di puntata che effettueremo. La maggior parte dei nostri avversari sono abbastanza aggressivi da raisarci, che sia al flop o al turn, e riusciremo ad arrivere in all-in senza troppi problemi. Noi siamo giocatori aggressivi per natura; quando il nostro avversario si sveglia al turn o al river e noi abbiamo il nuts, non dobbiamo più accontentarci di prendere "quanto più possibile", ma dobbiamo puntare alla giugulare. E se il nostro avversario ha una mano abbastanza forte, sarà disposto a darci tutto il suo sangue. Quindi, sia che seguiamo la strategia pot-pot-shove, sia quella del ¾-2/3-1/2, se il nostro avversario ha una mano vicina al nuts sarà disposto a giocarsi tutta la posta.
 
Ciò significa che, quando dobbiamo decidere tra queste due linee, possiamo ignorare il fatto che il nostro avversario possa avere una mini-monster! Il risultato finale sarà lo stesso in entrambi i casi, quindi è irrilevante (NOTA: questo concetto non si applica se entrambi i giocatori coinvolti sono molto deep; in questo caso si tratta di un argomento che bisognerebbe trattare separatamente, e che per il momento possiamo tralasciare).

 
Allora, la domanda che dobbiamo porci è: quanto possiamo vincere quando il nostro avversario ha una mano mediocre, o peggio, non ha nulla? Per parlare di questo argomento dobbiamo abbandonare il regno della matematica ed entrare nel regno della speculazione: la fold equity. Che, sfortunatamente, è più un'arte che una scienza; e per fare in modo che quest'arte "funzioni" abbiamo bisogno di conoscere e sfruttare le specifiche della mano, le tendenze del nostro avversario e la nostra immagine al tavolo. Terremo in considerazione tre punti, ed oggi vedremo il primo di questi: la texture del board, il tipo di avversario e le probabilità relative.
 
Texture del board
Esempio 1
Abbiamo da CO, rilanciamo a 4€ ed il nostro avversario chiama da BTN con . I blind foldano. Al flop scendono: .
 
Esempio 2
Abbiamo da CO, rilanciamo a 4€ ed il nostro avversario chiama da BTN con . I blind foldano. Al flop scendono: .
 
Potrete notare quanto diversi siano questi scenari. In entrambe le situazioni abbiamo il nuts, e le probabilità che la nostra mano rimarrà la migliore fino alla fine sono altissime. Tuttavia, nel primo caso il nostro avversario ha una mano con la quale difficilmente pagherà anche una piccola bet, mentre nel secondo caso potremo riuscire anche a giocare per l'intero stack effettivo.
 
Tratto dal forum twoplustwo
Tradotto da Marcellus88

X Informazioni sui cookie

Il nostro sito web utilizza cookie per migliorare la tua esperienza di navigazione. Puoi modificare le impostazioni sui cookie in qualsiasi momento. Se continui, acconsenti al loro utilizzo.