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NLHE: il gioco al preflop

In questo articolo vi presentiamo le strategie di base da adottare nella fase preflop.

Partiamo innanzitutto dal presupposto che siamo seduti ad un tavolo completo (normalmente composto da otto o nove giocatori), in cui la maggior parte dei giocatori ha davanti a sé uno stack grande. Definiamo uno stack “grande”, quando è maggiore di 40 big blind.

Nelle partite no-limit Hold’em ci sono diversi aspetti che hanno un ruolo importante sulle nostre decisioni preflop:

  • Le carte che abbiamo in mano

  • La posizione

  • L’andamento del gioco sino a quel momento

  • La capacità di decifrare gli avversari

  • Lo stile di gioco degli avversari che partecipano alla mano

  • La nostra immagine (cioè: come ci vedono gli altri?)

  • L'abilità dei nostri avversari

  • L’entità del nostro stack rispetto ai blind e agli stack degli avversari

  • … ed altri fattori minori

Qui di seguito enunciamo alcuni principi che rappresentano una buona base per un gioco vincente.

Giocare con successo

Vince il giocatore che commette meno errori. Una buona selezione delle mani iniziali, cioè uno stile di gioco "tight", costituisce sempre un buon punto di partenza per crearsi uno stile di gioco personale. Non vogliamo avere al tavolo uno stile troppo "rock" (cioè essere un giocatore roccioso, con uno stile di gioco eccessivamente tight), ma neanche essere troppo "loose" (giocare troppe mani iniziali) e quindi perdere inutilmente del denaro in situazioni sfavorevoli: l'obiettivo è un rapporto equilibrato tra questi due stili (per la descrizione esatta dei diversi stili di gioco vi consigliamo di leggere l'articolo "Tipi di giocatori")!

Talvolta si sente dire che uno stile di gioco loose-aggressive (LAG, abbreviazione di Loose Aggressive Game, giocare un gran numero di mani iniziali in modo aggressivo) sia la chiave per il successo, cosa che potrebbe anche essere vera in alcune circostanze. Nei tornei con piccoli buy-in nella maggior parte dei casi non è proprio così, dato che la maggior parte dei partecipanti ha uno stile di gioco loose-passive (LPW abbreviazione di Loose Passive Weak, giocatore detto anche "calling station", gioca molte mani e lo fa in modo passivo, giocatore debole che spesso rimane in gioco fino allo showdown). La controstrategia perfetta in questo caso è giocare tight-aggressive (TAG per Tight Aggressive Game, fare una buona selezione delle mani iniziali e giocarle con aggressività). Se i nostri avversari giocano con molte mani marginali, giocando tight-aggressive abbiamo nella maggior parte dei casi una posizione di partenza notevolmente migliore e siamo in grado, senza troppe preoccupazioni, di esercitare una certa pressione con puntate (bet) o rilanci (raise).

Un buon giocatore di poker sa adattarsi al suo avversario. La scelta del modo di giocare deve basarsi sullo stile di gioco prevalente al tavolo:

  • se gran parte degli avversari ha uno stile di gioco loose-passive, preferiamo giocare tight-aggressive

  • se gli avversari giocano prevalentemente tight-passive, preferiamo un approccio di tipo loose-aggressive

Le categorie delle mani

Per una miglior comprensione, andiamo a dividere le diverse mani del NL Hold'em in varie categorie. Questa classificazione ci aiuterà a gestire al meglio la situazione al preflop.

Quando si tratta di decidere quali mani vogliamo giocare nelle diverse situazioni, non si tratta soltanto di valutare se la propria mano sia favorita da un punto di vista matematico. Anche la giocabilità della mano è di notevole importanza.  Una coppia bassa come può essere giocata meglio e con più facilità rispetto a , poiché se contro più giocatori al flop non leghiamo il set e arrivano alcune overcards, possiamo facilmente passare. Se abbiamo in mano e troviamo un re, le cose si complicano e ci troviamo in situazioni in cui è facile prendere decisioni sbagliate.

Nel No-Limit Hold'em bisogna in primo luogo considerare che non è importante sapere la frequenza con cui una mano vince uno showdown contro un'altra, piuttosto con quali mani possiamo vincere dei piatti grandi e perdere eventualmente quelli più piccoli. Procedere con una pura e semplice classificazione delle mani non ha molto senso; è fondamentale, invece, sapere sempre con quali mani di partenza si può realizzare una grande vincita.

Complessivamente esistono quattro categorie che racchiudono tutte le mani di partenza.

  • Le mani per un piatto grande

Con queste mani è possibile vincere piatti grandi. Sono relativamente facili da giocare e possiedono quindi un gran valore (value). Di questa categoria naturalmente fanno parte tutte le coppie (pocket pair) da sino a , , tutti gli accompagnati da una carta dello stesso seme (da a ) e tutte le carte consecutive dello stesso seme (suited connectors) da :Qxs a :4xs.

  • Le mani che vincono dei piatti piccoli

In questa categoria inseriamo tutte le mani che possiedono un certo valore ma non solo così facili da gestire, quindi devono essere giocate con maggiore prudenza. Possono essere dominate da altre mani e spesso arrivano ad essere, in piatti grandi, solo la seconda miglior mano. Di questa categoria fanno parte :Qxo, :Qxo, :Jxs e tutte le carte consecutive con un gap (con un buco, "one gap connector" ad es. ) dello stesso seme, da :Txs a :3xs e :3xs e :2xs.

  • Le mani per piatti molto piccoli

A prima vista queste mani sono combinazioni marginali, con cui si ottengono vincite solo molto limitate. Tuttavia qualche volta, soprattutto se si è in posizione, possono rivelarsi redditizie. In particolare i principianti con queste mani tendono spesso a commettere errori sopravvalutandole. Il rischio di giocare in una situazione dominata e di conseguenza commettere errori, è molto alto.

Di questo gruppo fanno parte tutte le combinazioni di diverso seme (offsuited) come o più alte (cioè , , , , , , ), tutti i accompagnati da una carta dello stesso seme, tutti i suited connectors con due gap, da :9xs a :2xs e tutti i connectors senza gap e di diverso seme, da a .

  • Le mani perdenti

Tutte le mani non indicate in precedenza hanno un valore troppo basso per essere considerate giocabili. Poiché nel poker non sempre si ha bisogno di una buona mano per vincere il piatto, in teoria è possibile giocare con tutte le mani. Tuttavia i principianti dovrebbero astenersi dal giocare queste mani. Persino i giocatori più esperti solo in casi molto rari investono il loro denaro con questo tipo di mani, magari per un bluff o per ridurre la propria "leggibilità" (evitare che gli avversari possano facilmente capire cos'hanno in mano).

Naturalmente queste categorie sono flessibili. Dipendentemente dalle nostre capacità di valutare i nostri avversari possono verificarsi delle eccezioni. Una mano che normalmente giocheremmo solo in casi rari, ad es. , contro degli avversari scarsi può diventare una mano da giocare con frequenza, in quanto questi giocatori sono senza dubbio più facili da controllare. Ad esempio, con una mano di questo tipo è più facile portare tutti gli avversari al fold o farci pagare bene, se arrivano le carte di cui abbiamo bisogno (implied odds).

I vantaggi di un call

Come giocatori tight aggressive, al preflop rilanciamo o passiamo spesso.
Tuttavia con determinate mani di partenza è più sensato chiamare solamente. Questo è il caso, ad esempio, di quando si ha in mano una coppia bassa o due carte consecutive (connectors).

  • Coppie basse

Di solito quando si ha una coppia, si vuole vedere il flop pagando il meno possibile, per poi, nel caso si leghi un set, cercare di vincere il più possibile. Il set si ottiene statisticamente solamente nel 12% dei casi, e può capitare che non sempre si riesca a vincere. Questi fattori determinano la necessità di stabilire una somma massima con cui si  dovrebbe chiamare al preflop con una coppia.

La regola generale dice che per chiamare dobbiamo avere un numero di chips pari a 15 volte la puntata.
  • Connectors

I connectors, come ad es. ,  sono molto speculativi,  quindi si giocano meglio contro due o più avversari. Con queste mani di partenza bisognerebbe chiamare se almeno due, tre o più giocatori hanno già pagato il big blind, in modo da vedere il flop con buone odds.

I vantaggi di un raise

Prima del flop la regola generale vuole che con la maggior parte delle mani si dovrebbe rilanciare o passare se tutti i giocatori prima di noi hanno passato (open raise). I giocatori successivi evitano di chiamare e preferiscono il rilancio, anche con coppie piccole e suited connectors.

Un rilancio al preflop si fa per diversi motivi:

  • per sfruttare al massimo il valore della propria mano

  • per migliorare la propria posizione

  • per ridurre il numero degli avversari

  • per controllare la mano

  • per vincere immediatamente un piatto

  • per ridurre le implied odds degli avversari

  • per isolare i giocatori meno bravi

Dopo aver deciso per il raise, dobbiamo determinarne l'entità.

L'entità del raise

L’entità di un rilancio dipende sempre dal numero di giocatori che sono entrati in gioco prima di noi.

  • Se siamo i primi ad entrare volontariamente nel piatto (i blind non contano), puntiamo una somma pari a tre-quattro volte il big blind. Molti scelgono un importo predefinito, tipo 3,5 volte il BB. Questo valore corrisponde approssimativamente a un raise pari al valore del piatto.

  • Se prima di noi ci sono stati dei call, bisogna aggiungere al rilancio standard di tre-quattro big blind, un big blind in più per ogni giocatore che ha chiamato.

In nessun caso bisogna commettere l'errore di far dipendere l'entità del raise dalla mano di partenza. Ad esempio, se rilanciamo di più se giochiamo con assi e meno se abbiamo una coppia piccola, stiamo dando agli avversari troppe informazioni.

Attenendosi alle regole sopra citate e scegliendo un'entità del raise in funzione del numero di giocatori, diventa difficile per gli avversari decifrare la nostra mano.

Il raise degli avversari

Se uno o più avversari, prima o dopo di noi, hanno rilanciato, dovremmo rivedere nuovamente il nostro approccio al gioco.

  • Un avversario ha rilanciato prima di noi

Se un giocatore ha già rilanciato ed abbiamo una mano con la quale vogliamo fare un reraise, dovremmo contro rilanciare di tre volte il valore del rilancio dell’avversario. Se uno o più giocatori seduti prima di noi hanno chiamato il rilancio, per ogni giocatore si rilancia di un’unità in più, vale a dire quattro, cinque, sei o più volte l’entità del rilancio iniziale.

Se ci sono stati più rilanci o il rilancio è più alto di dieci big blind, in questo caso dovremmo contro rilanciare solo con coppia d'assi o di re. Queste carte sono abbastanza forti nel caso si arrivi ad un all-in.

  • Un avversario rilancia dopo di noi

Se un avversario seduto dopo di noi rilancia, dovremmo continuare a giocare solamente con coppia d'assi, di re o coppie più basse. Mentre le coppie piccole vanno di solito giocate speculando su un set come indicato sopra, con coppia d'assi o di re, invece, possiamo anche contro rilanciare.

Un'eccezione è rappresentata da . A seconda dell'avversario, della posizione e dell'entità dello stack, questa mano può essere giocata anche contro un reraise. Di solito se si è in posizione si chiama. In caso contrario si passa o si fa un reraise se anche l'avversario ha un big stack. Naturalmente sono preferibili combinazioni dello stesso seme come .

Sicuramente non bisogna fuggire di fronte ad ogni tipo di rilancio. Se ad esempio un giocatore dopo di noi rilancia del minimo (cioè raddoppia la puntata precedente), è possibile vedere con ogni mano grazie alle pot odds favorevoli.

Il proprio stile di gioco

Naturalmente ognuno di noi sceglierà lo stile di gioco più adatto a sé. Con l'esperienza, in posizione late sarà possibile, ad esempio, giocare in maniera proficua una gran varietà di mani. Consigliamo all'inizio di seguire i punti descritti in questo articolo come base di riferimento per un gioco al preflop tight-aggressive e solo in seguito, con l'aiuto dei contenuti proposti dal centro di formazione, ottimizzare il proprio stile di gioco.

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