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No-Limit Hold'em: BSS – introduzione

Il No-limit Hold'em (NLHE) è il gioco del poker per eccellenza di questi anni, tanto che se ne parla negli spettacoli televisivi, nei libri e addirittura nei film.

Uno dei motivi alla base di questo successo è forse la complessità e l'enorme larghezza di banda che questa variante del gioco offre agli spettatori. Mike Sexton, un noto giocatore e moderatore di poker, ha detto: "No-limit Texas Hold'em takes a minute to learn and a lifetime to master". In altre parole: capire le regole è facile e ci vogliono pochi minuti, ma dominare il gioco in tutte le sue finezze strategiche richiede una vita intera.

Sino ad ora abbiamo affrontato solo la strategia short stack, cioè come si gioca in maniera ottimale con un piccolo stack, in maniera tale da conseguire vincite massime e contemporaneamente ridurre quanto più possibile la complessità delle decisioni. A questo punto il lettore avrà già fatto le sue prime esperienze con il NL Hold'em e sarà in grado di confrontarsi con i concetti che gli permettono di giocare con successo al big stack. La strategia big stack, per brevità, viene chiamata BSS.

Più denaro, più decisioni

Con la strategia short stack No-limit-Hold'em al giocatore viene offerta una strategia chiara e comprensibile con a quale è possibile vincere ad un tavolo del NLHE, seguendo indicazioni chiare. Si aveva sempre a disposizione una sorta di "guida al successo" e quindi un accesso semplice e sicuro nella variante. Per il gioco con uno stack più alto, questa spiegazione concreta non è applicabile. Il motivo è rappresentato dallo stack decisamente più elevato e dalle possibilità che questo porta con sé.

  • Come big stack è possibile acquistare sempre il numero massimo di big blind di una partita, normalmente 100 BB.

Se si vuole applicare una strategia big stack ad un tavolo NL, si entra nel gioco con l'importo massimo possibile.

Per il fatto che si giochi con uno stack significativo, si allarga il numero di giri di scommesse. Se come giocatore della strategia short stack per lo più si andava all-in prima o durante il flop, con la BSS questo non avviene.

Le decisioni non solo aumentano di numero, ma diventano anche significativamente più complesse, in quanto contrariamente alla SSS, qui abbiamo anche la possibilità di scegliere l'opzione "call".

Per il gioco è quindi necessario ponderare una mano dall'inizio (preflop) sino alla fine (river). I piatti aumentano e le decisioni diventano più complesse.

Nessun limite

No-limit significa "nessun limite". L'entità delle puntate non è limitata al rialzo e quindi è possibile puntare in qualsiasi mano e in qualsiasi momento. Con il fixed-limit era possibile vincere o perdere solo un certo importo predefinito per ogni giro, mentre nel NL una decisione sbagliata può costare l'intero stack.

Questa caratteristica dell'area no-limit è il motivo per cui i giocatori inesperti dovrebbero preferire la strategia short stack oppure la variante fixed limit. Se ci si addentra un po' nella materia e si acquisisce esperienza, con uno stack significativo si aprono numerose possibilità di trarre vantaggio dal cattivo gioco degli altri partecipanti.

Rischio contro vincita

Poiché nel no-limit Hold'em l'entità delle scommesse è variabile e abitualmente i piatti aumentano da un giro all'altro, è importante effettuare sempre un confronto tra il rischio che si corre e la possibile vincita. 

A fronte di talune premesse, un gutshot-draw ad esempio potrà essere giocato realizzando degli utili, mentre lo stesso forse non avviene con il flush draw. È dunque tutta una questione legata all'entità del piatto, dell'importo da puntare e delle dimensioni residue dello stack. Ogni mano ha bisogno di un particolare e singolare rapporto tra questi fattori, per essere giocata in maniera tale da portare degli utili.

Per essere un winning player questo rapporto deve sempre essere ricalcolato.

"Dipende".

Una delle parole utilizzate più di frequente dai giocatori di successo del no-limit è dunque: "dipende". In quasi tutte le discussioni tra professionisti a proposito delle mani del NL è presente una forma di limitazione, del tipo "per lo più"  o "regolarmente". Prendiamo l'esempio in cui al turn abbiamo una mano trash e tutti i giocatori in posizione late fanno check. Per lo più le mani trash non portano vincite e quindi è opportuno passarle – per lo più! Un bluff al momento giusto ci offre tuttavia la possibilità di vincere il piatto, anche se non abbiamo una mano forte. Ora se il bluff è davvero una buona idea, qui non è legato direttamente alla propria mano, ma dipende dal tipo di avversari che si devono affrontare, dall'entità del nostro stack rispetto al piatto o anche da come si è svolto il giro sino a quel momento. La decisione deve quindi essere sempre aggiornata alla situazione attuale.

  • Un buon giocatore di big stack chiede informazioni.

Una prima caratteristica importante del giocatore che punta alla vincita è quella di interrogarsi sempre regolarmente. Nelle sue decisioni egli cerca di tenere conto di tutte le informazioni di cui dispone. Che si tratti della propria posizione, dello stile di gioco degli avversari, della propria immagine, dei possibili tell o di altro ancora, ogni singola informazione viene acquisita e opera sul risultato, dando luogo alla decisione (sperando che sia quella giusta). In quanto giocatore SSS molti di questi fattori potrebbero essere trascurati.

Le decisioni giuste

Questo porta anche ad un altro concetto importante per il no-limit Hold'em: qui non si tratta di vincere il maggior numero possibile di piatti, né di interpretare al meglio le mosse degli avversari o di essere il più forte con i bluff. No, qui l'elemento chiave è prendere sempre le decisioni giuste.

  • Nel NLHE si tratta quindi di prendere le decisioni giuste.

Se si prendono per lo più decisioni corrette, con una frequenza maggiore rispetto agli avversari, si giocherà con risultati positivi. Nel corso di una serata un giocatore può vincere magari anche dieci piatti piccoli, perché noi ci siamo visti costretti a passare la nostra mano. Noi, invece, vinciamo solo tre piatti, la cui entità è tuttavia superiore alla media, in quanto il nostro avversario non era in grado di lasciare la sua mano, il che ci consente di chiudere la serata in positivo. Sicuramente abbiamo vinto un numero minore di Pot, ma abbiamo preso le decisioni giuste e siamo stati ripagati. Ci si trova sempre di fronte ad una sorta di competizione, dove vince chi a lungo termine è in grado di prendere un numero di decisioni corrette superiori a quelle degli avversari.

Pertanto abbiamo la possibilità di vincere solo se i nostri avversari commettono degli errori. Da ciò deriva un'ulteriore considerazione. L'aggressione è la chiave per un poker di successo!

L'aggressione è un elemento fondamentale

Ipotizziamo che il nostro gioco si basi solo sulla possibilità di fare check o di vedere. L'unica strategia per vincere la mano sarebbe quella di giungere sino alla showdown e di mantenere la mano migliore. Se aggiungiamo adesso le opzioni "bet" e "raise" abbiamo due percorsi per vincere: avere la mano migliore alla fine oppure che i nostri avversari passino la loro mano (forse migliore) prima ancora di arrivare allo showdown.

Con un bet o un raise si riesce a fare pressione sugli avversari, obbligandoli così a prendere una decisione ed a commettere eventualmente un errore, chiamando ad esempio una mano peggiore oppure lasciando la mano migliore.

  • I giocatori che puntano alla vincita mettono sotto pressione i loro avversari, in maniera tale da spingerli a commettere errori.

Talvolta non è semplice creare questa pressione. A riguardo è fondamentale la posizione che si detiene.

Il valore della posizione

Se si gioca "in posizione", cioè se si è l'ultimo giocatore di una mano, si hanno tre vantaggi decisivi, che rendono più agevole creare una certa pressione sugli avversari:

  1. sappiamo come hanno agito i giocatori prima di noi.
  2. se si gioca per ultimi, si ha la possibilità di bluffare.
  3. è più semplice massimizzare le vincite.

Stack ingente, grandi possibilità

L'entità dello stack rappresenta un ulteriore e decisivo strumento di pressione. In linea di massima:

  • I giocatori con stack importanti possono facilmente esercitare pressione.

Quello che nella strategia short stack era uno svantaggio, nel big stack diventa un vantaggio. Se un giocatore con molti chip gioca contro un secondo giocatore con un numero minore di chip, gli è facile esercitare pressione. In ogni azione il giocatore con pochi chip deve impegnarsi a giocare tutti i suoi chip, perché l'altro ne ha di più. Poiché il giocatore con molti chip gioca quindi solo una parte del suo stack, diventa difficile metterlo sotto pressione.

Bisognerebbe quindi sedersi a un tavolo sempre con l'importo massimo, per riuscire a sfruttare tutti i vantaggi della strategia big stack.

Pianificare la propria mano

Una volta interiorizzati tutti i concetti del NLHE, dobbiamo riunirli. Questo assembramento fa parte di un processo mentale da ripercorrere sempre in maniera prioritaria. Praticamente si trasferisce il futuro (cioè quanto avverrà nei giri di scommesse successivi) nel presente, cercando di proteggersi da situazioni spiacevoli, in cui alla fine si potrebbero prendere decisioni sbagliate.

Vale quindi la pena pianificare correttamente la propria mano e giocare con consapevolezza. Questa affermazione appare ovvia, ma spesso viene sottovalutata o trascurata.

  • Le mani del no-limit-Hold'em vengono pianificate in anticipo.

Ogni azione effettuata dovrebbe essere parte di un piano. Prima di mettere del denaro al centro del tavolo chiediamoci: "come reagisco ad un raise?". O ancora: "cosa faccio al turn, se tutti fanno check?" e cerchiamo di darci una risposta.  In questo modo si possono evitare gli errori già in partenza.

Naturalmente per pianificare e giocare una mano occorre avere acquisito preliminarmente delle basi strategiche. Il gioco prima e durante il flop, al turn e al river richiedono considerazioni differenziate, che vengono spiegate ed illustrate più dettagliatamente nei seguenti articoli sulla strategia big stack (BSS) nel NLHE.


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