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Pot committed (parte 2)
Clicca qui per la prima parte dell'articolo
 
Cosa NON significa essere pot committed
Uno degli errori più grandi commesso dai giocatori inesperti è quello di buttare soldi dopo aver commesso un errore. La cosa peggiore è che affermano di essere "pot committed" per giustificare le loro mosse, e quindi non solo sbagliano, ma non fanno nulla per cercare di capire se hanno sbagliato.
 
Ecco una pessima definizione di pot committed che ho trovato: "Quando un giocatore deve chiamare una bet perché ha già investito una buona parte del proprio stack". Capite perché si tratta di un errore? Il permine "pot committed" va relazionato anche alle proprie probabilità di vincita della mano, e non in base a quale parte del nostro stack abbiamo già investito.
 
Perché non dobbiamo tenere in considerazione quanto abbiamo investito
Ammettiamo di essere arrivati al river dopo aver investito €999 del nostro stack su €1000. A questo punto, il nostro avversario ci mostra la sua scala reale e punta l'ultimo euro. Dobbiamo chiamare?
 
La risposta è NO. Probabilmente lo faremo per ridere, ma in una situazione del genere, perderemo 1€ ogni volta che ci troveremo ad affrontarla: stiamo quindi facendo una mossa -EV, perché abbiamo lo 0% di possibilità di vincere €2000, ma il 100% di possibilità di perdere €1.
 
Aver già messo €999 nel piatto non cambia assolutamente niente. Avremmo anche potuto mettere €999.999, la nostra giocata avrebbe comunque un valore atteso negativo di €1. Ricordiamo che siamo pot committed quando le nostre pot odds sono maggiori alle possibilità che abbiamo di vincere la mano.
 
Come utilizzare la conoscenza del pot commitment in gioco
- Non costruiamo grossi piatti se non siamo disposti a giocarci tutto il nostro stack.
- Non sentiamoci pot committed quando abbiamo investito una buona parte del nostro stack in bluff. Potrebbe non essere bello passare, ma ricordiamoci che stiamo solo perdendo altri soldi.
- Non esiste un "sesto senso" per capire se siamo pot committed. La matematica è molto più affidabile.
- Mettere su un range il nostro avversario ci aiuterà a calcolare le nostre possibilità di vittoria.
 
Una simpatica regola tratta dal libro Professional No Limit Hold'Em: Parte 1 dice che non dovremmo mai investire più di 1/3 del nostro stack per poi foldare.
Ma perché proprio 1/3?
Perché, quando investiamo un terzo del nostro stack, diamo al nostro avversario di metterci in all-in con una pot size bet.
 
Perciò, quando mettiamo 1/3 del nostro stack nel piatto, abbiamo due possibilità:
1) Non foldare.
2) Non investire 1/3 del nostro stack.
 
Se abbiamo una buona mano, non folderemo. Le nostre odds per foldare ad una pot size bet devono essere inferiori al 33% perché dobbiamo foldare, quindi con una buona mano possiamo committarci.
 
Se abbiamo una mano debole ed abbiamo investito 1/3 del nostro stack, abbiamo commesso un errore in precedenza. Ogni volta che giochiamo una mano, dobbiamo avere un piano sin dal preflop, ed in questo piano rientra quanto siamo disposti ad investire con la nostra mano su determinati tipi di board.
 
Tratto da www.thepokerbank.com
Tradotto da Marcellus88

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