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Pot-limit Omaha: Il gioco al flop

Come già accennato, il pot limit Omaha è un gioco ricco di azione. Le azioni si verificano soprattutto al flop ed è chiaro che è facile perdere velocemente l'intero stack. Proprio come al Texas Hold'em, al flop per la prima volta è possibile formare una mano completa e capire quanto questa sia veramente forte. Poiché si inizia con quattro hole cards anziché due, si possono formare sei mani iniziali diverse (invece di una sola come al Texas Hold'em).

  • Esempio:

Abbiamo e possiamo quindi realizzare sei diverse combinazioni di mani iniziali che portano a sei diverse mani possibili:

Se uscisse quindi un flop vantaggioso, si potrebbero già avere delle made hands, dei draws o una combinazione di entrambi. Un flop svantaggioso può anche far perdere velocemente valore alla migliore delle mani iniziali. Nel nostro esempio un flop con sarebbe talmente pericoloso, che si dovrebbe passare subito di fronte a puntate da parte degli avversari. Perciò molti giocatori con mani medie o con buone draw hands, cercano di mantenere basso il piatto al preflop per poter vedere il flop in modo conveniente, per poi entrare in azione nel caso si trovi un buon flop.

Al flop si ottengono ulteriori informazioni importanti su quanti outs possano migliorare o la propria mano o quella dell'avversario. E di conseguenza si possono/devono scegliere le proprie azioni ottimali

Omaha is a flop game

La selezione corretta delle mani iniziali al preflop e la strategia giusta al flop sono i fattori chiave per giocare PL-Omaha con successo. Infatti dato le tante azioni al flop, almeno uno o due giocatori sono già all-in o quanto meno pot-commited, invece le decisioni al turn e river svolgono un ruolo piuttosto secondario tranne che si sia big stack.

I piatti al PLO sono in media molto grossi. Ciò dipende dal fatto che al flop, grazie alle molteplici possibilità di combinazioni, con quattro hole cards si possano sostanzialmente ricevere più draw. Ciò porta di nuovo molti giocatori, spesso a prescindere dall'entità della puntata (e in parte anche indipendentemente dai pot odds), a pagare per la carta successiva.

Però non si dovrebbero mai sottovalutare i draw. All'Omaha ci sono spesso draw hands, che hanno una probabilità di vincita più elevata di una attuale made hand.

Il flop nella maggior parte dei casi è il momento in cui si deve decidere se e come si desidera giocare la mano alla fine.

Entità della puntata

Anche al PL Omaha si devono mascherare le proprie mani per non poter essere letti facilmente. Perciò non si dovrebbe variare mai o quasi mai l'ammontare delle puntate/rilanci.

  • Lo standard dovrebbe essere una "pot bet".

Se si giocano le proprie mani sempre allo stesso modo, l'avversario non riceve informazioni sulla mano contro cui sta giocando. Sicuramente questo porta ad una maggiore oscillazione del proprio bankroll/stack e si devono avere i nervi saldi. Chi lo desidera può anche abbassare un po' l'entità della sua puntata standard. L'importante è che, in linea generale, si giochino in modo analogo sia le made hands che i draw e bluff, semplicemente per non rendere leggibile il proprio gioco. Tuttavia le mani buone dovrebbero essere protette con una puntata più alta possibile (quindi nel PLO una pot bet), l'entità del piatto costituisce un buon standard per una bet.

Strategia generale

Secondo una strategia di base per il PLO: giocare sempre forte quando si è forti e a volte anche quando non lo si è! (Con una mano forte si dovrebbero mettere sotto pressione i propri avversari e fare puntate per l'ammontare del piatto (pot high). Lo slow play è possibile solo in casi molto rari. Di tanto in tanto si dovrebbe però mostrare la forza anche con un bluff. Ciò persegue vari scopi:

  1. Dobbiamo proteggere le nostre made hands e rendere i draw i più costosi possibili per gli avversari. E ciò si verifica al meglio con puntate massimali. Naturalmente talvolta si perde contro un draw, però da favoriti, per legge matematica, dovremmo giocare sempre per i piatti più grandi possibili.
  2. Con made hands deboli abbiamo bisogno della fold equity. Come già menzionato, nel PLO c'è perlopiù una molteplicità di possibili draw. In caso avessimo trovato una made hand debole (ad es. una scala con le hole cards e un flop con ), allora dobbiamo tentare di far passare gli avversari con un draw migliore (ad es. ). Questo è particolarmente importante nel caso che sono ancora attivi parecchi giocatori al flop.
  3. I draw molto buoni, li giochiamo in modo lucrativo come semi-bluffs/value. Con un draw molto buono (ad es. 17 outs) siamo i favoriti sul flop in quasi il 60 % dei casi. Quindi non ci arrabbiamo affatto se un avversario chiama la nostra puntata. Se tuttavia passasse, il piatto sarebbe nostro al 100 %, senza rischi. Se ci trovassimo in un piatto multi way, vogliamo ridurre il numero degli avversari poiché ciò aumenta le nostre chance di vincere. Ma il semi-bluff è anche necessario per la deception (inganno) e verrà pagato presumibilmente più spesso a lungo termine anche per le nostre made hands molto forti. Draw più deboli li giochiamo talvolta come semi-bluff.
  4. Mani deboli possono ancora vincere eventualmente come bluff. Qui però il bluff dipende fortemente dalla struttura del board. Un bluff sfortunato nel PLO può diventare molto costoso.

Lo slow play al PL Omaha può essere applicato solo molto raramente. Unicamente un nut-full, poker, straight flush o royal flush sono a volte adatti per lo slow play. Tutte le altre mani tendenzialmente no. Troppo spesso si gioca contro draw forti e non raramente ci si rovina al turn o river.

  • Esempio:

Abbiamo .

Al flop esce: .

Abbiamo floppato un full. Il problema però è che in primo luogo non si tratta del nut-full (un giocatore con o già ci batte) ed in secondo corriamo il pericolo che al turn o al river, verremmo battuti se un giocatore dovesse avere un con kicker più alti.

In caso ad esempio facessimo check, al turn uscisse il e il nostro avversario puntasse improvvisamente, dovremmo prendere una decisione molto difficile poiché ora oltre a  e ci possono battere anche , e ). Perciò dobbiamo già al flop puntare forte per ridurre gli avversari o almeno per ricevere più informazioni sulla forza delle loro mani. Quindi un full debole deve essere protetto. Perché pur sempre siamo ancora i favoriti!

Una "probe bet" non ci aiuta per niente, anzi aiuta solo il nostro avversario ad ottenere un draw conveniente.

Esaminiamo ora per ordine le varie categorie di made hands:

Made hands

Anche al PL Omaha le made hands costituiscono delle mani forti. Nonostante questo ci sono delle made hands, che quando s'incontra resistenza con la rispettiva struttura del flop, sono dei chiari fold.

Two pair 

Two pair formano all'Omaha le made hands più basse. E queste sono spesso sfavorite allo showdown in quanto il turn o river può dare all'avversario una scala, un flush o un'altra mano migliore. Non di rado ci si trova perfino al flop contro un set, una scala o semplicemente due coppie più alte. Comunque si dovrebbe differenziare ancora tra top two e bottom two pair.

Mentre le top two pair, senza che ci sono possibilità di progetti di scala e colori, formano sul flop persino una made hand forte e quindi dovrebbero essere portate per una pot bet, si raccomanda di giocare la bottom two pair come una draw hand debole. Se però il flop dovesse rendere possibile una scala o un flush, si consiglia di abbandonare la mano tranne che non ci venga concessa una free card. Ci rimangono troppo spesso solo quattro outs per migliorare la propria mano a un full, e comunque potrebbe essere battuto da un full più alto (poiché, ad es., un avversario ha già legato il set con la terza carta del flop).

  • Esempio 1: un buon flop per two pair

Abbiamo . Prima del flop abbiamo rilanciato e ricevuto due caller.

Al flop esce: .

Questo flop è molto sicuro poiché presumibilmente nessun giocatore ha chiamato un rilancio al preflop con una come "dangler"(dangler: una carta inutile) . Se tuttavia l'azione dovesse diventare troppo accesa, si può presumere che uno dei giocatori abbia effettivamente un o anche e un fold da parte nostra non è una cattiva scelta.

  • Esempio 2: flop accettabile per two pair

Abbiamo in mano . Un giocatore aveva rilanciato, tre giocatori prima di noi hanno chiamato e noi facciamo altrettanto.

Al flop esce .

Poiché in questo esempio abbiamo una two pair relativamente sicura (innanzi tutto ipotizziamo che nessun altro giocatore giochi o ), in questo momento possediamo probabilmente ancora la mano migliore. Unicamente  sono pericolosi. Contro una mano simile ci troveremmo decisamente sfavoriti con 28,17 % a 71,83 %. Dato che noi abbiamo OESD (un progetto di scala bilaterale) e non ci sono draw migliori, qui possiamo anche puntare forte contro più avversari. Un contro rilancio l'aspettiamo solo da una mano come . A seconda dell'entità del contro rilancio dobbiamo decidere se continuare a giocare il progetto di scala bilaterale sia redditizio (prendendo in cosiderazione un eventuale progetto di full dell'avversario) o se sia meglio passare la mano. In caso completassimo la scala al turn, saremmo in testa con 80 % contro il 20 %, o 60 %  contro il  40 %, se il nostro avversario ricevesse ulteriormente un flush draw.

  • Esempio 3: flop negativo per two pair

Abbiamo in mano . Tre giocatori limpano, noi siamo seduti al big blind e facciamo check.

Al flop esce .

Di regola siamo già battuti o da una scala o da un flush. Proprio tre carte suited sul board completano il  flush ad almeno uno dei giocatori. Qui possiamo solo sperare che si faccia check fino allo showdown o che siamo in grado di legare un full con una carta „gratuita" al turn, perché veramente non possiamo più chiamare una bet.

Trip e set

La made hand successiva è costituita da trip e set. Mentre i trip sono più evidenti e anche più difficili da giocare (in particolare se la terza flop card possiede un valore maggiore), i set invece sono ben nascosti. Nonostante questo non è raro che vari giocatori floppino un set. Se non si dovesse quindi trovare un top set e si ricevesse un pot raise sulla pot bet, si dovrebbe valutare a seconda della struttura del board ed del profilo dell'avversario se questo sta solo giocando un draw in modo aggressivo o ha già legato la mano migliore.

Se il flop desse alcuni draw e si fosse relativamente sicuri che l'avversario controrilanci con un buon draw, si può continuare a giocare la mano. Chiamare (se sono possibili straight draw e flush draw) o rilanciare, se è visibile un solo draw.

Con trips o un set si deve fare in ogni caso la puntata di apertura, se nessuno avesse rilanciato prima. Non si devono dare free card alle draw hands, e si deve scoprire quanto buona sia la propria mano. Se qualcuno dovesse giocare un check raise, siamo avvertiti e si può sfruttare questa informazione per le decisoni successive.

Normalmente persino con flop pericolosi si è con un set i favoriti.

  • Esempio:

Abbiamo in mano .

Al flop esce . anche contro un avversario con progetto di scala bilaterale e flush draw il nostro set è ancora il favorito al 59 %. Dovremmo quindi continuare a giocare in modo aggressivo e, se possibile, puntare o contro rilanciare.

In caso al turn arrivi una carta che completa il draw, si può valutare se giocare check-call o check-behind (a seconda se in posizione o OOP). Si dovrebbe proprio evitare un check raise o un rilancio dopo di noi, poiché si ha ancora solo il 25 % delle probabilità per un full, nel caso ora si sia in svantaggio. Qui si deve valutare se le odds e le odds implicite giustifichino una chiamata e comunque considerare che l'avversario potrebbe aver trovato un set più piccolo o che stia cercando ad un altro draw che non si è ancora chiuso.

Altri esempi:

  • Esempio 1: flop buono per il trips

Abbiamo in mano  e completiamo dallo small blind dopo un limp da UTG. Il big blind fa check.

Al flop esce: .

Il flop ci porta il trips e inoltre due backdoor-flush draw nonché un gutshot-straight draw. Sicuramente contro ci troviamo sfavoriti con quasi il 94 % contro il 6 % (in quanto ci aiutano ancora solo  il runner-runner o l'ultimo dieci), ma contro tutti i progetti di scala bilaterale abbiamo almeno il 74 % di probabilità di vittoria. Dovremmo quindi puntare, rilanciare o controrilanciare a seconda del massimo possibile.  Evidentemente capita qualche volta che un avversario abbia anche ma noi abbiamo ancora sei outs (tutti i re e tutti gli assi). Quindi niente paura di spingere l'intero stack al centro del tavolo.

  • Esempio 2: flop negativo per il trips

Abbiamo in mano al big blind e tre giocatori incluso lo small blind chiamano. Facciamo check e vediamo il flop.

Al flop esce: .

Il flop ci porta il trips, tuttavia consente anche un flush draw. Inoltre ci sono molti straight draw e abbiamo solo dieci outs per migliorare la nostra mano ad un full o poker. Ipotizzando di giocare contro due avversari uno con straight draw e l'altro con  flush draw ( e ), avremmo ancora appena una probabilità di vittoria del 31,78 %. Prendendo inoltre un giocatore con due coppie in mano (), la nostra probabilità di vincita diminuisce al 17,91 % e siamo così chiaramente sfavoriti (underdog). Ancora più critica diventa la situazione se un avversario ha comunque un nove, poiché i nostri kicker sono troppo scarsi.

  • Esempio 3: flop buono per un set

Abbiamo  in UTG+1 e rilanciamo il piatto, il button ed il big blind pagano.

Il flop mostra .

Un flop migliore non potrebbe quasi uscire per la nostra mano (a parte un full e un straight flush). Nonostante questo, qui dovremmo raramente giocare slow. Spesso da questa posizione incasseremo  il piatto con una puntata, ma se sappiamo che i nostri avversari sono passivi, quasi nessuno di loro punterà quando noi facciamo check. In questo modo non ci sarà dunque  il check raise. Se i nostri avversari dovessero essere aggressivi, loro ci chiameranno con alcune mani che potrebbero svilupparsi al turn  in una buona made hand o draw hand. Giocatori passivi lasceranno probabilmente il piatto, poiché tramite il nostro rilancio al preflop ci leggeranno gli assi, mentre i giocatori aggressivi potrebbero puntare su molte mani e ritenere che noi utilizziamo l'asso per fingere un set. Tali giocatori potrebbero con una coppia > 9 in mano anche chiamare o perfino rilanciare!

  • Esempio 4: flop negativo per un set

Abbiamo e limpiamo in posizione middle come terzi nel piatto. Anche il button, lo small blind e il big blind sono presenti e in sei vediamo il flop.

Al flop esce: .

Contro cinque avversari e con una struttura talmente pericolosa questo flop quasi non è giocabile per noi. Abbiamo sì trovato un set, ma solo bottom set. Ciò può significare da una parte che siamo già sfavoriti, dall'altra questo flop permette oltre a una scala () anche straight draw e flush draw, o full-house-draw migliori (, , ). Contro cinque mani casuali abbiamo una probabilità di vincita solo del 21 %. Potremmo sicuramente ancora chiamare delle puntate più piccole, ma più chips non le metteremo sicuramente nel piatto. Dato che abbiamo di fronte cinque avversari, giochiamo contro fino a 30 mani iniziali. Questa mano si giocherebbe naturalmente aggressiva contro un solo avversario.

Scala

Una scala floppata è comunque una mano forte, ma perde purtroppo troppo spesso quando un avversario con un set o two pair fa full, o anche quando al river esce la terza carta dello stesso seme e quindi completa un flush a qualcuno.

Il modo di giocare una scala floppata dipende di nuovo dalla struttura del flop e dal numero degli avversari. Quanti più giocatori si hanno contro, tanto minore sarà la possibilità di vicere con la scala. Come già accennato, si hanno contro fino a sei mani per ogni avversario. Nel caso di un piatto multi way si dovrebbero utilizzare quindi parsimoniosamente le proprie chips e mantenere piccolo il piatto.

Avendo la scala nut in un piatto con solo uno o due avversari, si opta di nuovo per l'azione. Anche qui si deve difendere la mano, ma essere anche  pronti a passarla, in caso sul board esca una coppia o si renda possibile un flush, l'action dell'avversario rimarrebbe costante o addirittura aumenterebbe. Con una scala, che non sia la scala nut, si dovrebbe giocare con molta cautela. Troppo spesso non si perde solo contro i soliti sospetti (flush, full ecc.), ma anche contro una scala più alta.

  • Esempio 1: flop buono per una scala

Abbiamo sul cut-off e apriamo il piatto con una puntata pot high. Il button ed il big blind chiamano.

Al flop esce .

Questo flop è perfetto per noi. Questa mano è ben mascherata con il nostro rilancio al preflop e noi abbiamo floppato la scala nut. Il board è rainbow e abbiamo in mano carte che ci permettono di migliorare la nostra scala. Perfino contro un set, two pair, una overpair e due backdoor-flush draw la nostra probabilità di vincita con questa mano è di ben il 65,17 %. Una situazione perfetta nel PLO!

  • Esempio 2: flop negativo per una scala

Stessa situazione di prima, abbiamo in mano tuttavia questa volta abbiamo solo limpato e così giochiamo contro il button, lo small blind ed il big blind.

Al flop esce: .

Questa volta la faccenda non è proprio rosea. E più precisamente anche qui abbiamo la scala nut momentanea, tuttavia questa volta ci sono tante draw hands, e la nostra scala potrebbe essere battuta da una scala più alta. La nostra probabilità di vincita contro un set, un flush draw e un straight draw è ancora solo del 24,92 %. Dovremmo agire qui molto prudentemente e, se costretti, abbandonare il piatto.  

Flush 

Un flush viene battuto allo showdown ben più raramente di una scala e quindi anche nel PL Omaha è molto vantaggioso.

Se si ha un nut flush e sull board alla fine non c'è nessuna coppia, si è vinto al 100 %. Purtroppo il flush è molto evidente e quando il flop è suited, si riceveranno molti fold alla propria pot bet. Nonostante ciò si dovrebbe in ogni caso puntare o rilanciare poiché i giocatori con un set o two pair hanno per lo meno ancora degli outs e per questi devono pagare molto. Quindi continuare a giocare mantenendo l'iniziativa e puntare/rilanciare pot high.

Se non si dovesse avere il nut flush, dipenderebbe di nuovo dal numero e dal modo di giocare degli avversari. In situazione di molta opposizione si dovrebbe abbandonare la mano e riflettere se ne vale la pena con i second nuts chiamare questo avversario. Troppo spesso un flush viene battuto da un flush più alto e anche il flush al re perde abbastanza spesso. Chiamare semplicemente dei rilanci può andare bene se si hanno delle opportunità favorevoli o conoscendo l'avversario e sapendo che questo bluffa spesso anche con flush medi o perfino in modo aggressivo!

  •  Esempio 1: flop buono per un flush

Abbiamo nel big blind e vediamo con due limper il flop in quattro.

Al flop esce .

Il flop è da sogno! Abbiamo il nut flush e anche di una straight flush non dobbiamo avere paura perché possediamo il  . Noi stessi non possiamo ottenere una straight flush in quanto dobbiamo utilizzare due carte della nostra mano! Normalmente con un flush floppato non si viene pagati molto. Ma può succedere che il second-nut-flush chiami, in questo caso ad es. con , in quanto egli potrebbe avere in mano anche un straight flush draw! Una vera action c'è da aspettarsela solo con avversari con un set e/o two pair. Se il board dovesse fare coppia al turn, dovremmo agire più prudentemente dato che non possediamo alcun redraw! In ogni caso non possiamo concedere nessuna free card e dobbiamo puntare/rilanciare!

  • Esempio 2: flop negativo per un flush

Abbiamo la stessa mano, e di nuovo siamo in quattro a vedere il flop.

Al flop esce: .

Qui abbiamo floppato un flush completo, ma non il nut flush! Ancora peggio ogni mano con due carte di cuori ci batte. Si può e si dovrebbe giocare questo flop quando si deve/può agire per primi, tuttavia abbandonare questo piatto in difesa o con coppia al turn/river!

Full

Il full è una made hand molto forte. A seconda di come si lega un full, con una coppia in mano o con due carte diverse, si dovrebbe sempre tenere a mente che ci potrebbe anche essere un full più alto.

Se si dovesse avere bottom full, si dovrebbe sempre puntare. Se ci si confronta con un controrilancio, si deve valutare se si ha ancora il punto più forte se sì, si controrilancia nuovamente, se invece questo non fosse il caso, si deve agire piuttosto cauti chiamando solamente. Per un fold è necessario essere già quasi sicuri che l'avversario contro rilanci solo con il nut. Di regola però il gioco aggressivo paga.

Si dovrebbe anche fare attenzione quando si ha sì un full nut, ma sul board potrebbero ancora apparire carte migliori. Avendo ad es. il full nut con su un flop di , si può essere molto sicuri di portare a casa questo piatto, e si può anche prendere in considerazione perfino lo slow play.

Le stesse carte su un flop di ci porterebbero tuttavia solo il piccolo full, ciò renderebbe la situazione un po' più critica. Non solo si può essere già sfavoriti, in caso un avversario abbia  o , ma ogni giocatore con un e nessuna coppia in mano al turn e river ha dieci outs (ognuna delle tre side cards e il jack rimanente). In questo caso il nostro full è ancora favorito al 58 %. Questo è sufficiente per spingere, se possibile, tutte le chips al centro (poiché abbiamo + EV), tuttavia possiamo anche perdere nel 42 % dei casi. Se due giocatori avessero un jack, assieme avrebbero fino a 18 outs. In questo caso avremmo ancora solo il 29 % di probabilità di vincita e così saremmo gli sfavoriti (underdog).

  • Esempio:

Abbiamo in mano: 
Giocatore 1 ha:
Giocatore 2 ha:

Il flop è come prima con . Abbiamo legato al flop un  full. Tuttavia ogni sei, sette, otto, nove, donna e ogni re, possono completare un full più forte agli avversari. La nostra probabilità di vincita è intorno al 29%, mentre quella degli avversari è nettamente più del 30 %.

Gli avversari potrebbero anche avere in mano coppie più alte (, ), le quali gli darebbero altri due outs per coppia. Contro un solo avversario, è sempre importante puntare. Ma anche contro più giocatori si dovrebbe optare per la bet per ...

  • ... non concedere freecard
  • ... arrivare se possibile in heads-up

Le made hands sono forti e di regola dovrebbero essere giocate in modo aggressivo. In posizione si dovrebbe perlopiù tentare di sfoltire il campo con un rilancio o una puntata. Le made hands deboli si dovrebbero passare, in caso che prima di noi l'action fosse molto animata o se dopo di noi si venisse rilanciati.

Poker/straight flush

Con queste monster si deve optare per un slow play aggressivo. In caso un giocatore trovi un flush (o meglio un colore nut) e noi abbiamo floppato una straight flush, conviene giocare passivamente. OOP giochiamo check/call, in posizione call o puntare a seconda dell'azione del nostro avversario. Possiamo anche fare check al flop e poi puntare al turn, se fosse stato fatto check fino a noi quando siamo in posizione.

Con un poker è quasi impossibile che un avversario abbia floppato una mano buona, dobbiamo quindi sperare che un giocatore migliori la sua mano eventualmente al turn e/o river (almeno un buon flush), in modo che possiamo contare sull'action.

Abbiamo quindi terminato la spiegazione delle made hands al flop. Nel prossimo articolo tratteremo i draw.

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