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Raise per informazione (pt 2)
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Contro un avversario che tende a non aggredire la sua mano che non ha legato, è molto meglio chiamare al flop per rivalutare al turn piuttosto che raisare per informazione, semplicemente perché, ogni volta che non lega, ha praticamente deciso di arrendersi. Al contrario, il raise per informazione è molto più utile contro avversari che, con una mano come AK, riescono ad effettuare una 2nd barrel, ed eventualmente anche una 3rd barrel, perché si protegge la propria mano, ed inoltre si induce l'avversario o a foldare, o a dover prendere una decisione difficile.

In una situazione deepstack, contro un avversario in grado di puntare tre strade, si andrà a creare un piatto molto grande, e noi dovremo prendere una decisione con la nostra (ad esempio) pocket pair media. Ad esempio, assumiamo uno stack di 3000, e chiamando la sua puntata al flop si forma un piatto di 150. Al turn potta, creando un piatto di 450. In questo modo, avremo speso 150+450 = 600 . Ignorando le (pochissime) volte che rilanciamo dopo aver legato il nostro set al turn ed al river, o quelle in cui ci arrendiamo perché scendono un A o un K – anziché continuare a giocare la nostra mano -, avremo i seguenti calcoli:

L'avversario ha AK e non ha migliorato la sua mano sul board: 40% (la percentuale di volte in cui ha questa mano, considerando il suo range composto da JJ+, AK) x 75% (le volte che non lega) x 600 (i soldi che abbiamo speso) = +180
L'avversario ha AK e migliora la sua mano: 40% x 25% x 600 = -60
L'avversario ha JJ, QQ, KK o AA e gli reggono: 60% x 92% x 600 = -331.2
L'avversario ha JJ, QQ, KK o AA e hittiamo il nostro set: 60% x 8% x 600 = +28.8

Profitto netto: -182.4! Risulta dunque chiaro che, chiamare pot bet con una coppia marginale e non riuscire a foldare quando scendono un A o un K sul board, o non value-raisare quando hittiamo il nostro set, sono pessime scelte.

Adesso, ammettiamo di foldare sempre quando scendono un A o un K, e di riuscire ad estrarre un po' di valore quando prendiamo il nostro set al turn o al river. Le possibilità che una delle due carte scenda al turn sono del 13%, e del 14% al river. Ed, hittato il nostro set, riusciamo a farci pagare un pot size raise (probabilmente un po' troppo ottimistico, ma facile da calcolare). Avremo quanto segue:

L'avversario migliora il suo AK: 40% (le volte che ha AK) x [13% (le volte che migliora la sua mano al turn) x 0 (le volte che foldiamo) + 14% x 150 (i soldi messi al turn)] = -8.4.
In pratica, questo fold ci permette di risparmiare circa 51.
Quando hittiamo il nostro set: 60% (le volte in cui ha JJ, QQ, KK, AA) x 8% (le volte in cui hittiamo il nostro set) x [1800 (pot size raise al river) + 600 (i soldi già nel piatto)] = 115.2.
Quindi, quasi 100 in più rispetto al precedente.
Il resto, rimane invariato, per un totale di -44.4.

Al contrario, raisando al flop, si avrebbe la seguente EV:

40% x 100 (importo del nostro raise) +60% x (-87.40) = -12.44.

Potrete dunque notare come il raise al flop sia il minore dei mali in questo caso. Ma, ancorpiù interessante, è notare come la mossa corretta contro QUESTO giocatore (o meglio, contro questo range formato da JJ+, AK) è il fold. Ma cosa succederebbe con un range più ampio – e, probabilmente, anche più verosimile?
Lo spiegheremo nella terza ed ultima parte del nostro articolo!

 
Tratto dal forum twoplustwo
 
Tradotto da Marcellus88

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