Sono cresciuta tra i giochi di famiglia. I miei genitori, entrambi ottimi giocatori di Bridge, insegnarono sia a me che a mio fratello la strategia e il ragionamento deduttivo da usare durante i giochi. A mia madre piaceva osservarmi mentre stavo davanti a Mastermind, osservando il mio ultimo tentativo di decifrare il suo codice e chiedermi "adesso cosa sai?". C'era poco da fare, il mio amore per i giochi si estese ai giochi di varietà in televisione, specialmente a quelli dove era richiesta strategia. Sin da piccola guardavo programmi come "Il Prezzo è Giusto" e "Jeopardy" ed ero in grado di criticare la strategia dei concorrenti. Perché non capivano le probabilità? Perché non sapevano come massimizzare il loro raddoppio? Io sapevo che se ne avessi avuto la possibilità sarei stata bravissima.

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Un giorno nella mia casella e mail è arrivata una mail della NBC, era un invito a partecipare ad un nuovo game show. Era la mia possibilità! Poi lessi la descrizione del gioco. "Quiz". Quiz?! Io ho una pessima memoria e una propensione a dimenticare cose che ho appena imparato e che quindi dovrei ricordare. Viaggiando spesso presto meno attenzione agli eventi di cronaca di quanto dovrei, e sono poco aggiornata anche sulla cultura pop e sulle celebrità. Avevo sentimenti contrastanti su questa grande opportunità che mi era capitata. Da una parte non volevo lasciarmela scappare, dall'altra sapevo che non ne avevo le competenze, e non volevo fare una figuraccia in televisione.

Dopo molte riflessioni decisi che qualunque potenzialmente rapida (o interminabile) umiliazione valeva la pena, così feci l'unica cosa che potevo fare: mi misi a sgobbare. La mia memoria è atroce, ma faccio molto allenamento per svilupparla nel poker, così mi dissi che potevo farlo anche con "Banalità". Pensai a quali potessero essere gli argomenti oggetto delle domande. Ipotizzai quesiti riguardo premi oscar, vittorie olimpiche, programmi televisivi famosi. Preparai delle flash card online usando il sito web Quizlet e continuai a studiarle fino a memorizzarle. Andai su un sito chiamato Infoplease, che fornisce linee del tempo e liste che riportano, anno per anno, gli eventi più importanti e le celebrità più rilevanti. Passai in rassegna le riviste di People e lessi TMZ. Giocavo, inoltre, con l'applicazione "Million second quiz" per avere la giusta infarinatura di storia, politica, cultura generale e intrattenimento. Studiavo 8 - 10 ore al giorno. Mi addormentavo giocando alla loro applicazione.  Miranda mi chiedeva il nome della prima figlia di Gwyneth Paltrow o la prima battaglia della guerra civile americana. Io respiravo, mangiavo e dormivo con "Million Second quiz".

Comunque, non ero sicura che mi avrebbero preso. Avrei dovuto sostenere dei colloqui. Ho portato ai produttori delle immagini della mia famiglia e dei miei amici per integrare le interviste televisive. Hanno scandagliato la mia personalità, e sembrava che fossi adatta al ruolo. Passarono due settimane e non ebbi risposta, immaginai così di essere stata esclusa. Poi, la domenica mattina successiva al mio ritorno da Barcellona, ricevetti una email che mi chiedeva di presentarmi la mattina successiva alle 10. Era una email piuttosto misteriosa e ambigua. Avevo capito che c'erano 12 sfidanti. Le possibilità erano due: non farcela, e quindi essere a casa per l'una, oppure prendere parte allo show e quindi essere a casa per le 10. Ragazzi mi sbagliavo.

Ho passato la giornata a riempire documenti pieni di norme legali, per poi trovarmi seduta in una stanza molto affollata a guardare presentazioni televisive di psicologi che davano lezioni su come comportarsi nell'eventualità di un crollo mentale a causa dello show. Dopo tre ore, passata ormai alla terza stanza, mi sono guardata intorno rendendomi conto di essere solo una dei tanti contendenti coinvolti, circa una settantina. C'erano persone che avevano preso parte alla selezione facendo la fila in strada, altri che si erano conquistati una chance giocando a un'app, ed eravamo tutti insieme in quella stanza. Ma io, a dispetto degli altri, ero già stata intervistata ed ero piaciuta ai produttori. Avrà voluto dire qualcosa, no?

Dopo aver svolto quiz al computer per quattro ore, sono stata finalmente convocata per un gruppo alle 5:45 pm. Mi hanno preso il telefono e allora ho provveduto a mandare un messaggio ai miei amici per dirgli di registrare la mia presenza in televisione. Ce l'avevo fatta.

I tempi sembravano quelli giusti, e pensavo di godermi almeno i miei 2 minuti e mezzo di gloria in un game show. Ho seguito l'assistente di produzione ma solo per ritrovarmi in un'altra stanza dove trenta persone stavano già aspettando. Ho aspettato, aspettato, e aspettato ancora. Alla fine ho giocato alle 4 della mattina, non avevo dormito e mangiato molto poco. Ho perduto il primo confronto, 11 a 9. Game over.

La mia esperienza al Million Second Quiz non è stata delle migliori, ma voglio guardare al lato positivo della cosa. Ho imparato qualcosa di nuovo. So che la prima Olimpiade invernale si è svolta a Chamonix. So che il padre di Kim Kardashian era l'avvocato di OJ Simpson. E so che non cercherò mai più di prendere parte a uno spettacolo del genere.

Vanessa Selbst è un membro del Team PokerStars Pro