PREMESSA:
Ho conosciuto il poker nella sua variante classica durante il periodo natalizio come “gioco” di carte da fare con amici e parenti per divertirsi e passare la serata.
Successivamente ho scoperto una nuova variante: l’hold’em e con essa il sito di pokerstars che mi è stato utile per fare pratica senza dover necessariamente spendere dei soldi.
Inutile dire che è stato “amore a prima vista” e questa nuova passione mi ha spinto a migliorare il mio stile di gioco e cercare sempre maggiori informazioni su questa (per me) nuova variante.
Inizialmente giocavo solo a soldi finti e ho verificato il mio conto di gioco solo quando è diventato obbligatorio farlo ma nel frattempo avevo maturato una discreta esperienza che mi ha convinto a provare il gioco anche con soldi veri (sempre senza esagerare).

CAPITOLO UNO (che poi dovrebbe essere anche l’ultimo, quindi tranquilli …. O almeno credo)

Prima di passare alle mie esperienze con i soldi veri, facciamo un piccolo passo indietro e vediamo come si è evoluta la mia “idea” di gioco:

Ho iniziato a giocare on-line sul sito di Pokerstars leggendo brevemente e in maniera superficiale le spiegazioni che il sito offriva sulla variante dell’hold’em.
Ho visto qualche video per avere un infarinatura di base ma li ho subito abbandonati perché non riuscivo a memorizzare e capire il significato di tutti quei termini pokeristici che per me erano incomprensibili e quasi arcani.
Dopo vari alti e bassi ho capito (meglio tardi che mai) che se volevo migliorare il mio gioco dovevo approfondire l’argomento e quindi ho deciso di iscrivermi ad Intelli Poker e al forum.
Ho seguito varie lezioni, corsi, video, streaming on-line e mi sono persino stampata il glossario per cercare di capire quei termini che a tutt’oggi, in alcuni casi, mi risultano ostici (alcuni dei quali non sono presenti nemmeno nel glossario).
Anche con questi problemi ho notato che il mio gioco è migliorato e sono riuscita ad arrivare a premio in alcuni tornei che mettevano in palio tiket per tornei in cui si vincevano soldi veri.
Grazie a questi risultati ho cominciato a provare qualche torneo con piccoli buyin.
Ho provato i tornei MTT, Sit and Go, Leghe, Spin and go ecc … ma ho notato che per tanti tornei “vinti”, ve ne erano molti di più “persi”.
Cercando di capire i motivi di queste sconfitte ho scoperto un nuovo termine: Varianza.
Una parola semplice ma al tempo stesso un incubo.
L’impressione di trovare in ogni singolo colpo la “Varianza Negativa” è una sensazione comune a molti giocatori di poker e nei primi tempi per me era una vera e propria fonte di ansia.
La Varianza era sempre in agguato e quando meno me lo aspettavo, eccola affacciarsi per farmi perdere un piatto che sentivo già mio.
Ho cominciato a chiedermi: a che serve leggere tutti quegli articoli e quei libri se alla fine l’ultima parola ce l’ha sempre “Lei”?
Io una risposta me la sono data e mi sono detta: non giochi per diventare una professionista, giochi per divertirti, rilassarti, seguire le varie dirette e passare una serata divertente che faccia dimenticare i problemi dovuti al lavoro e allo stress della vita (che purtroppo non manca mai); quindi non ha senso focalizzarsi solo sui colpi negativi ma bisogna cercare di vedere anche quelli positivi.
In teoria è molto semplice realizzare questa “visione di gioco” ma in pratica la varianza continua ad essere una mia “nemica giurata”.
Nonostante questo ho deciso di non arrendermi e sono sicura che prima o poi riuscirò a farmela amica e a trovare finalmente questa “varianza positiva” di cui tutti parlano, ma nessuno vede.
D’altronde si sa che gli amici non ti tradiscono mai. (Almeno non tutti).