...sì proprio lui, quel tarlo che si instilla nella mente dopo che per svariate volte (oggi ne conto almeno 6 o 7, vado a memoria)  vieni battuto al river da mani che domini. Quel dubbio che, ahimè, ti fa pensare che troppo spesso la "varianza" pusha tutto contro di te e tu non puoi far altro che rimanere a guardare le chips che se ne vanno dalla parte sbagliata. 
Giochi tight, in attesa, pronto ad assalire la preda quando i bui salgono e le carte sembrano arriderti... push push push, ci credi, stavolta non può succedere niente, stavolta lo domino... neanche il tempo di finire la frase e il river ti fa annegare. Lo so, è un gioco, può succedere di tutto, ma quando provi a fare tutto quello che si dovrebbe fare per portare a casa il sit, è ancora più difficile digerire quelle situazioni avverse che ti farebbero lanciare il mouse contro il muro. Ma è solo un gioco. Un gioco che può mandarti alle stelle, così come può farti salire una frustrazione che mai avresti immaginato possibile. 
Non voglio fare la vittima, pokerstars è stata ed è la mia scuola, la mia palestra, il mio divertimento, ma sono sempre più convinto, dopo 11 mesi di esperienza, che trovare il giusto mindset rappresenti la ricerca più ardua da compiere.
Scusate la poeticità patetica di alcuni passaggi, la chiamo deformazione professionale di un pokerista con velleità giornalistiche... che combatte con la varianza ;D
Marco