Ho cominciato questo blog parlando dello storico arrivo di un italiano al final table delle WSOP per ambire al premio che ogni giocatore di poker vorrebbe: il 1° al mondo.

Continuo sulla scia del grande sogno per descrivere come ho vissuto quelle lunghissime e intense ore davanti la tv, con gli intellini in chat che mi hanno sentita iper ansiosa al microfono nei miei piccoli interventi in voce.
Ebbene si, ero totalmente presa e piena di speranze nemmeno lo stessi giocando io quel tavolo.
Al primo all in con AA mi è salito il cuore il gola e al double up non nego di aver versato una lacrimuccia di liberazione ed era così emozionante ad ogni mano giocata da Filippo Candio.

"Un giorno - mi ripetevo - arriverò anche io lì, sarò la prima november nine donna e italiana" e così avanti piena di emozione. 
Io ci credo e ci spero, almeno quando sogno lo faccio in grande, non ha senso immaginare il giorno più importante della propria vita senza esagerare, senza pensare di essere gli unici al mondo a potercela fare, senza immaginare di doverci mettere tutte le forze. Magari ci arriverò tra ventitré anni come regalo dei miei cinquant'anni suonati o magari rimarrà solo un sogno. Io per ora continuo a sognare che tanto non mi costa niente.