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Domandone della settimana #26 | Quante ore dovresti studiare ogni settimana? Qual è il giusto equilibrio tra gioco e studio?

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  • #16
    L apprendimento mentre si gioca in prima persona è superiore di gran lunga alla teoria

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    • #17
      Credo che si possa cominciare a pensare di aver imparato a giocare a poker quando si smette di andare a vedere tutte le mani e si comincia ad avere tanta pazienza.. Allora si può dire so giocare

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      • #18
        buongiorno allora per imparare a giocare a poker ogni settimana e importante studiare quotidianamente i vari stili di gioco e se e possibile anche i giocatori perche non si finisce mai di imparare escono sempre di piu nuovi giocatori nuove tecniche e se non si riesce a stare al passo si rischis di essere tagliati fuori e cmq quando si studia deve essere seriamente perche sembra un gioco ma non lo e sotto vari aspetti e lequolibrio tra studio e gioco personalmente e studiare molto e quando si pe sa di essere pronti iniziare a giocare mettendo in pratica lo studio fatto ma non esagerando xche gioca do ininterrottamente si rischia di perdere la concentrazione e la calma cosi si tralascia quello che e stato studiato e si va avanti x istinto e nervosismo quindi giocare poco ma spesso e non smettere di studiare mai e poi mai

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        • #19
          3 ore

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          • #20
            Be' direi che studiare é fondamentale,per quanto mi riguarda dipende dal tempo libero che ho a disposizione ma la media giornaliera è di 2 3 ore.

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            • #21
              io penso 2 ore al giorno x 6 giorni quindi circa 12ore la settimana cmq lo studio non mai ucciso nessuno

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              • #22
                All'inizio credevo, e ne sono ancora in parte convinto, che l'equilibrio perfetto tra il tempo trascorso per studiare
                e il tempo trascorso per giocare potesse essere suddiviso equamente.

                La realtà delle cose è che risulta quasi impossibile affermare questo, perchè siamo diversi e assimiliamo i concetti in modalità e tempi differenti.
                Se alcuni trovano delle difficoltà a mettere in pratica quanto appreso, altri necessitano di ausili e strumenti alternativi, come ad esempio i multimedia, per apprendere la teoria.


                GIOCATORI 'SPECIALI'

                Vorrei estremizzare quanto detto:
                Provate a dare il migliore libro possibile, ovvero, “The Theory of Poker” di David Sklansky ad un neofita, ma con lievi problemi di dislessia o di discalculia, il risultato sarà che non sarà in grado di memorizzare e comprendere i concetti in modo tradizionale!
                E non bisogna fare l'errore di pensare che essi, invece, non possano diventare dei grandi campioni dello sport oppure degli artisti o dei famosi attori e perchè no, dei veri geni del poker.

                Perchè a causa del loro deficit hanno sviluppato delle abilità sociali importanti.

                A proposito di quest'ultima affermazione, ci sono anche degli esempi di giocatori che si sono fatti strada prepotentemente nel mondo del poker anche se giocano in modo non razionale. (Citazione: vedi art PSS)
                In realtà le loro menti creative, in maniera analoga a chi è affetto da dislessia o discalculia, sono maggiormente orientate ad avere attenzione verso il comportamento delle persone.
                La loro intelligenza risulta incredibilmente oltre la norma e in grado di generare un livello di pensiero molto profondo che si associa con naturalezza ad un’altra qualità indispensabile per vincere nel gioco così come nella vita:
                l’intelligenza interpersonale, attraverso la quale riescono ad effettuare delle incredibili letture delle mani.

                Queste persone speciali, apparentemente pigre, avendo sviluppato maggiormente altre abilità cognitive quali la capacità di riconoscimento delle emozioni degli altri, hanno anch'esse bisogno di guide e strumenti alternativi ai semplici libri per
                comprendere meglio i concetti al fine di elaborarli, ma da un punto di vista più orientato alla psicologia che alla matematica.
                Infatti, al tavolo rappresentano sempre la loro forte personalità e, se gli viene concesso, prendono il controllo del gioco appena possibile.

                Immagino che a questa rara ma crescente tipologia di giocatori sia servito moltissimo tempo per elaborare e costruire dei solidi schemi vincenti, perchè basati non sul valore delle mani, ma sul comportamento dei soggetti che sono variabili e in possesso di un comportamento mutevole.


                GIOCATORI 'NORMALI'

                Adesso, finalmente consideriamo che la maggior parte dei giocatori 'normali' è di norma e natura pigra, come il sottoscritto, quasi ozioso per filosofia di vita!
                Questo sarà il vero limite che dovrà essere evidenziato quando i risultati non arriveranno e si incolperà ora la varianza negativa oppure il server nefasto.
                Perchè inizialmente è difficile accettare che per giocare bene e, soprattutto, per giocare sereni sia necessario studiare.

                Arrivati ad un certo punto bisognerà prefissare quali siano gli obiettivi da raggiungere:
                1. Migliorare il proprio livello di gioco in modo tale da non sfigurare;
                2. Migliorare tutti gli aspetti che possono condurti più in alto possibile.

                Tra i due punti c'è una bella differenza, e ognuno e libero di scegliere fin dove vorrebbe arrivare.

                Devo ammettere che questo è un 'domandone' che mi colpisce in modo diretto, perchè a lungo ho giocato 'divertendomi' e 'senza sfigurare' ma nella mediocrità, fino a quando grazie a due veri amici mi sono reso conto dove peccavo:
                Avevo smesso di studiare, di approfondire e soprattutto di analizzare i miei errori, chiave questa per scoprire anche nuove strategie.
                In realtà lo studio era diminuito in maniera inversamente proporzionale al gioco e ad essere onesti non è facile dopo una dura giornata di lavoro dire:
                "OK, finalmente voglio rilassarmi, studio!"

                Certo, esistono persone che trovano piacevole leggere o anche scrivere poesie, e in genere queste possono imparare rapidamente, tralasciando spesso l'esperienza pratica.
                Esse assimilano subito i concetti a livello teorico, ma hanno serie difficoltà a metterli in pratica, specialmente all'inizio.
                Questo accade ancora di più quando si è sotto pressione o quando bisogna confrontarsi con gli altri.
                Questa categoria di persone dovrebbe studiare di meno e partecipare di più ai tornei, in modo di sentirsi sempre più a proprio agio con gli altri attraverso l'esperienza di gioco.

                Dal lato opposto ci sono coloro che vogliono entrare subito nella mischia e dimostrare di che pasta sono fatti.
                Solitamente sono disinvolti, sotto pressione giocano molto bene, ma in alcuni casi, si possono perdere nei meandri delle strategie di gioco perchè hanno delle importanti lacune da colmare.


                SIAMO DIVERSI, OGNUNO DOVREBBE SEMPLICEMENTE CONOSCERE SE STESSO

                Ognuno di noi, dovrebbe essere in grado di scovare le proprie debolezze teoriche o pratiche da colmare.
                Dovrebbe essere onesto con se stesso e flessibile nella scelta delle attività da svolgere, senza necessariamente separare il gioco e lo studio in due compartimenti stagni.
                Perchè in fondo giocare fornisce poi gran parte delle informazioni che possono essere riutilizzate in un secondo momento per lo studio, magari con l'ausilio di un coach o avvalendosi di una persona esperta e di fiducia.

                Una cosa è certa, se il gioco e lo studio, per qualsiasi motivo, dovessero diventare difficoltosi o in mancanza di una forte motivazione, sicuramente non si potrà crescere.
                In condizioni normali, invece, dovremmo riuscire a controbilanciare i due aspetti compatibilmente con il tempo a disposizione.

                Nulla è impossibile con la passione, la disciplina e il duro lavoro.
                Come esempio vorrei sottolineare la crescita e i risultati strepitosi di:
                #CC-LoL
                avvenuti negli ultimi mesi e a cui dedico con piacere l'eventuale side-pot.

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                • #23
                  I quesiti posti nel domandone di questa settimana rappresentano per me due capisaldi sul quale si fonda il gioco del poker moderno. In un mondo sempre più basato sul gioco online, lo studio e la messa in pratica di quello che si è studiato sono di fondamentale importanza per risultare un giocatore vincente nel lungo periodo, sebbene sia ovviamente necessario fare una profonda disanima per capire cosa si intenda con “studio” e “pratica” quando si parla di poker.
                  In primis, credo che sia necessario suddividere il poker nelle 2 categorie principali, ossia il poker online e il poker “in real life”. Credo che questa distinzione sia di fondamentale importanza, in quanto lo studio e la pratica del gioco in queste 2 categorie si basa su concetti e situazioni differenti. Per fare un esempio, nel poker online è possibile giocare su più tavoli contemporaneamente, cosa che permette di giocare più mani per ora, mentre nel gioco in real life si può solamente giocare poche mani per ora, visto che si gioca soltanto in un tavolo. Inoltre, nel gioco dal vivo entrano in campo altri fattori come i “tell” che nel gioco online non esistono, o hanno una differente natura: per questo motivo credo che lo studio e la pratica del gioco debba differire a seconda della categoria che si pratica.
                  Tuttociò, di riflesso, cambia anche il tempo necessario che si deve dedicare allo studio del poker: per poter migliorare in un campo di qualsiasi materia, bisogna prima individuare le caratteristiche della materia.
                  Per tale motivazione, credo che nel gioco online abbia rilevante importanza uno studio basato sui vari tool (siano essi statistici, siano essi implementati per il gioco GTO), una massiccia hand review delle mani su cui si hanno dei dubbi e uno studio sulle caratteristiche delle giocate dei singoli avversari, in modo tale da avere una nota e giocare di anticipo su possibili giocate future. Per tale motivo, credo che nel gioco online, sia necessaria almeno un’ora di studio giornaliero, una sorta di report mattutino o post sessione, in modo tale da centrare pochi concetti e informazioni, ma dall’alto valore strategico. La premessa d’obbligo è che in questa tipologia ci sono così tanti avversari e così tante mani da giocare in così poco tempo, che uno studio approfondito porterebbe ad un sovra cumolo di informazioni che di fatto ci potrebbero lasciare più perplessi rispetto al non averne affatto. Credo che lo studio statistico e della teoria GTO sia più importante a livello online, data la possibilità di riscontrare con più facilità la loro validità visto il grande numero di tornei giocati nel breve periodo.
                  Per il gioco in real life, credo che lo studio debba essere molto più particolareggiato, la possibilità di giocare esclusivamente un torneo alla volta (o comunque a un tavolo cash) limita, anche psicologicamente, le giocate basate esclusivamente su concetti matematico-statistici (come spesso accade nel poker online). Il concetto del “qui devo chiamare per forza”, viene oggettivamente meno e capita spesso anche nei tavoli dei grandi tornei. In questi casi i “tell”, il “nervosismo”, “la conoscenza diretta” dell’avversario, creano differenti logiche, che portano a fare differenti giocate. Per tale motivazione credo che nel gioco dal vivo lo studio debba essere più approfondito, poiché fornisce molte più informazioni di quanto il tavolo e le carte possano dirci. Conoscere bene le abitudini di un avversario, leggere attraverso le sue espressioni che carte può avere, crea un enorme valore aggiunto al nostro gioco. Tutto ciò mi fa credere che sia necessario uno studio pre-torneo molto approfondito, accompagnato da delle review post sessione che abbiano la durata minima di un’ora, fino a un paio, per non sovraccaricare la mente già stressata dalla lunga giornata di gioco.
                  Per quanto riguarda, il secondo quesito proposto dal domandone, credo che la risposta più intuitiva sia più semplice di quanto si possa credere. Il giusto equilibrio fra pratica e studio nel poker dipende esclusivamente dalla persona che lo pratica. Di fatto, ci sono giocatori che passano ore e ore su programmi come Pio Solver perché vogliono trovare l’equilibrio perfetto in determinate giocate. Al contrario, ci sono altre persone che giocano soltanto in maniera esplotativa e lasciano agli altri determinate logiche e studi di gioco.
                  Per questo motivo credo che un giusto rapporto fra gioco e pratica sia da trovarsi in un rapporto 1 a 4, 1 a 5 in favore della pratica. Credo che questa affermazione sia vera soprattutto quando si gioca online, dove è la quantità di mani che la fa da discriminante. Con ciò non voglio affermare che in un torneo live non valgano le stesse regole della statistica e non possano essere applicate le stesse strategie del gioco online, ma è indubbio che il singolo torneo ne restringe di molto la loro verificabilità. Per questo ritengo che il rapporto fra pratica e studio nella categoria live debba essere molto più ristretto, considerando come tempo di studio anche quello che si passa sul tavolo con gli avversari, tenendo nota dei loro comportamenti e delle loro abitudini.
                  Il poker, dopo tutto, è pur sempre un gioco dove la componente aleatoria la fa da padrone e l’unica possibilità che abbiamo è quella di limitare questa componente attraverso le nostre scelte. Lo studio del poker è lo strumento che ci permette di limitare questo fattore e portare dalla nostra il maggior numero di fiches possibile. Talvolta la fortuna ci assiste, e pare che lo studio abbia dato i suoi frutti, talvolta la fortuna ci volta le spalle e premia colui che lo studio nemmeno lo prende in considerazione: l’importante è capire che giocare bene significa fare la giusta giocata date le premesse che ci si propongono.

                  Commento


                  • #24
                    Per nulla semplice dare una risposta obiettiva a questa domanda, forse perchè risposta universale non c'è.

                    Di fatto, così come nelle materie di studio alle superiori o all'università, il rapporto di ore fra teoria e pratica non è fisso per ogni studente. C'è infatti chi impara in meno tempo e c'è invece chi ha bisogno di sbatterci maggiormente la testa. Di qui il rapido paragone con il giocatore di poker. Ma prima di tutto è necessario specificare cosa si intende per "studio" nel mondo pokeristico.

                    La prima fase dello studio è naturalmente quella che viene seguita dai giocatori che per la prima volta si approcciano a questo gioco, quindi la fase dello studio delle regole, l'ordine dei punti, le posizioni al tavolo, la dimensione dello stack in rapporto ai bui, etc.

                    In seguito viene lo studio dei range. In esso si racchiude range di apertura in rapporto a variabili di diversa natura, come stack/bui, posizione, eventualmente situazione contingente (nel caso di torneo o sit & go), tipo di avversari al tavolo. Inoltre si valutano i range percepiti degli avversari, in base all'immagine che essi forniscono oltre che alle variabili già descritte.

                    Successivamente vengono lo studio dei range in casi più specifici, più border line e comunque meno evidenti. Cosa fare, ad esempio, con AQ dopo che apriamo 2bb da bottone con 35 bui e SB ci 3betta corto mostrando notevole forza. In special modo è meritevole studiare le diverse fasi dei tornei e la fase finale, che spesso è quella che mette più in difficoltà il giocatore inesperto o comunque non di grande esperienza. Capita anche che nei tornei deep stack sia di difficile gestione la fase iniziale quando si gioca con 100 bui o più, anche quella merita uno studio a parte. In questa sezione includo anche i calcoli molto importanti delle odds e del valore aspettato.

                    Per ultimo, anche se in realtà non c'è mai un punto ultimo, perchè c'è sempre da imparare e studiare, direi che viene la hand history, insomma la reanalisi delle mani a posteriori. Capire dove si sbaglia e migliorare dai propri errori non è semplice, ma una volta che si è capaci di comprendere ciò diverrà più semplice evitare spot in cui siamo indecisi tra un fold e un call o un raise.

                    Per cui affermare in maniera perentoria un rapporto fra ore di studio e ore di gioco, per me, è utopia. Direi che è necessario fare pratica dopo che si è imparato qualche concetto nuovo, ma in generale direi che la pratica è più importante dello studio, quindi il rapporto pratica/teoria sarà in generale maggiore di 1. Può variare tra 2 e 5 (spannometricamente) a seconda di quanto ostici si reputino concetti e/o mani di cui non comprendiamo di primo acchito la giusta interpretazioni.

                    Infine è giusto parlare del fatto che nè lo studio, nè la pratica ti faranno con certezza prendere la decisione giusta in un determinato spot, questo perchè il gioco del poker è un gioco a informazione incompleta e tale rimarrà anche per il giocatore più forte al mondo. Mi piace a tal riguardo fare un paragone: anche un Cristiano Ronaldo può sbagliare un rigore in una finale di Champions League, seppur sia raro il caso. Ma è l'esperienza, l'allenamento, che lo rendono così preciso. Allenarsi (studiare nel caso del poker) restringe il tuo mirino (diminuisce l'incertezza generale) e ti fa andare a segno più spesso (ti fa prendere la decisione giusta più sovente).



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                    • #25
                      Almeno due ore tutti i giorni per imparare poi bisogna sempre aggiornarsi e rimanere costanti

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                      • #26
                        Grazie a tutti! Le due risposte che più ci hanno colpito sono quelle di:
                        gabs1987926
                        Jedaias27

                        A seguire:

                        Squamablu
                        hhhpaolo
                        Sn4keCT
                        terragio67

                        A tra poco con il nuovo domandone!
                        fermana - Admin Team IntelliPoker Italia

                        Come creare le vostre mani..
                        "Se non individui il pesce entro la prima mezz'ora di gioco, significa che il pesce sei tu..io non lo trovo mai"

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